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Meglio il numero ICE nel telefono o la Tessera (card) per le emergenze?

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Su Quattroruote di settembre 2013 ho letto un breve articolo sul numero ICE (sigla inglese In case of emergency, cioè In caso di emergenza) ovvero di un numero inserito nella rubrica del cellulare relativo alla la persona da contattare in caso d’urgenza.

ICE logo

Nell’articolo però si fa notare che spesso quando avviene un incidente i soccorritori il telefonino neanche lo trovano e, in ogni caso, spesso lo trovano spento o protetto dal Pin ed allora si suggerisce l’utilizzo di una Emergency Card (Tessera Emergenza) della quale si segnala l’esistenza mediante un adesivo sul parabrezza; sul web, quale esempio, ho trovato quella di Sosmedicard:

ice-example

Fermo restando il problema dello smarrimento del cellulare in caso di incidente stradale, è anche vero che capitano le emergenze anche quando cammini per strada ed allora il fatto che uno possa o meno avere la Tessera in tasca passa in secondo piano; al giorno d’oggi è più facile incontrare uno senza portafoglio che senza cellulare.

Io ho scritto i numeri di emergenza su un’etichetta adesiva che ho poi attaccato alla custodia della Carta d’identità e della Patente, integrata con l’allerta per la mia allergia ad un tot di medicinali.

Poi  Ho scaricato l’App Medical ID, perchè…

Al fine di fornire il maggior numero di informazioni, ripropongo gli articoli pubblicati a suo tempo da Maurizio Caprino e Paolo Attivissimo e nel contempo vi rammento che in Italia siamo ancora in attesa che entri in funzione in tutte le regioni il Numero Unico di Emergenza ovvero il 112.

Un ritardo che oltre a metterci nuovamente in cattiva luce in Europa, causa anche l’applicazione di multe salatissime. E noi paghiamo…

di Maurizio Caprino

La protezione civile fa suo un appello già rivolto in passato, ma che è bene ripetere: SULLA RUBRICA DEL CELLULARE, DENOMINATE ICE IL NUMERO DI TELEFONO DELLA PERSONA CHE VORRESTE FOSSE AVVERTITA NEL CASO VI CAPITASSE QUALCOSA.

Faciliterete il compito dei soccorritori, che hanno bisogno di avvisare una persona vicina a chi ha avuto un malore o un incidente.

Non solo per dare notizie sulla sorte di chi magari è atteso a casa e non torna: non di rado, i soccorritori hanno bisogno di ottenere dettagli utili per scegliere la cura più idonea da prestare.

ICE sta per “in caso di emergenza”. Anche in inglese ed è per questo che è una sigla usata in tutto il mondo.

Quindi vi sarà utile anche all’estero, ma ricordatevi di memorizzare il numero da chiamare completo di prefisso internazionale dell’Italia (cioè dovete metterci un +39 davanti).

Infatti, non è detto che i soccorritori capiscano subito da che Paese venite e comunque è bene che non perdano tempo per scoprirlo.

in sintesi un articolo di Paolo Attivissimo

L’iniziativa legata all’ICE proviene da un singolo paramedico inglese, Bob Brotchie, la cui proposta fu riportata ad aprile del 2005 presso un sito della sanità pubblica britannica, con il supporto tutt’altro che disinteressato di Vodafone, come documentato da Hoaxbuster.com.

I pareri degli addetti ai lavori sono contrastanti. Come notato da Punto Informatico, il responsabile del 118 di Milano ha espresso parere favorevole; mentre in Svizzera la Federazione Cantonale Ambulanze del Canton Ticino si è detta dubbiosa sull’efficacia e legalità della proposta.

Hoaxbuster fa notare che l’idea ha varie controindicazioni:

* il telefonino potrebbe essere spento, bloccato con un PIN, scarico e quindi inutile
* spesso il cellulare è uno degli oggetti che si rompe in caso d’incidente
* i soccorritori dovrebbero sapere come si accede alla rubrica di ogni marca e modello di cellulare
* frugare nella rubrica del cellulare potrebbe essere considerata una violazione perseguibile della privacy
* la sigla ICE ha senso soltanto in inglese ma non in altre lingue. Questo non ha impedito l’adozione, in alcuni paesi, di un apposito adesivo per allertare i soccorritori della presenza del numero d’emergenza nel proprio cellulare.

Soprattutto, Hoaxbuster ha una controproposta molto più pratica e meno tecnologica che si sottrae alla foga moderna di risolvere tutto con un gadget: segnare su un cartoncino, su una tessera plastificata o su un ciondolo da tenere al collo le indicazioni d’emergenza.

Questo permette di indicare non soltanto i numeri da contattare, ma anche informazioni forse più vitali, come il proprio gruppo sanguigno, eventuali allergie a medicinali o terapie in corso.

E’ una soluzione che non ha problemi di batterie e d’interfaccia ed è semplicissima da usare anche per chi non ha il telefonino. Esistono varie aziende che organizzano questo tipo di soluzione per chi non ama il bricolage, come per esempio Icecontact.com in Inghilterra o Carte Vitale in Francia.

Se proprio insistete a voler usare il telefonino per memorizzare i vostri dati, ci sono due soluzioni interessanti: una è un software da installare sul cellulare, che memorizza non solo i numeri da contattare in emergenza ma anche i dati medici personali e si abbina a un apposito adesivo per allertare i soccorritori della disponibilità di queste informazioni.

L’altra, a costo zero, è appiccicare al cellulare una bella etichetta plastificata, che non richiede l’uso di un manuale d’istruzioni.

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