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La Ue decide su frenata automatica obbligatoria & c., le assicurazioni inglesi li incentivano e in Italia …

© Francesco Mignano

© Francesco Mignano

di Maurizio Caprino

Sulle strade europee si muore sempre meno e le auto sono sempre più sicure, per cui c’è più allarme per pedoni, ciclisti e motociclisti.

Ma resta il fatto che nel 2012 in tutto il continente sono morti 12mila occupanti di vetture e su questo sta battendo in queste settimane l’Etsc.

L’obiettivo dell’organizzazione europea che si occupa di studi e campagne sulla sicurezza stradale in collegamento con le istituzioni nazionali è lo stesso che s’intravvedeva a fine marzo, quando sono arrivate le prime stime sulla riduzione della mortalità complessiva nel 2013 (-8%).

E non è un obiettivo casuale casuale: aldilà del fatto che ci siamo impegnati nell’arduo compito di dimezzare entro il 2020 il numero di vittime del 2010 (già calato sensibilmente rispetto al 2001) e di arrivare praticamente a zero entro il 2050, questi sono mesi delicati per la Ue, che deve decidere quali dispositivi di sicurezza far montare obbligatoriamente sulle auto nuove dei prossimi anni.

Di fronte ad obiettivi e scelte così delicati e ambiziosi, l’Etsc nota che è assurdo che non aver ancora imposto l’obbligo di cicalini che suonano quando un passeggero non si allaccia le cinture: quelli che ci sono da anni riguardano perlopiù i soli posti anteriori e sappiamo che il problema dei passeggeri che muoiono sbalzati riguarda soprattutto chi siede dietro.

Il ragionamento dell’Etsc prosegue su altri cavalli di battaglia dell’organizzazione (eccesso di velocità e alcol). Noi, invece, approfondiamo il discorso sui nuovi dispositivi avanzati di sicurezza.

Leggevo circa un mese fa che in Gran Bretagna le assicurazioni ne stanno incentivando la diffusione tenendone conto nelle tariffe: tra i criteri di personalizzazione tariffaria, hanno inserito anche la loro presenza a bordo. Gli inglesi sono sempre stati all’avanguardia nella personalizzazione. Resta da chiedersi quanto tempo dovremo ancora aspettare in Italia.

D’altra parte, il marchio italiano di maggior prestigio (Ferrari a parte) è la Maserati, impegnatissima a espandersi in segmenti mai toccati (berline sotto la Quattroporte) e suv e continua a non proporre sistemi avanzati: la nuovissima Ghibli che dovrebbe conquistare l’Europa ne è sprovvista, come la la nuova Quattroporte e la vecchia (che almeno aveva l’alibi di essere nata in anni meno “tecnologici” nei quali gli obblighi Ue erano solo una possibile prospettiva).

 

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