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Bambini al sicuro anche su Facebook? Ecco come…

un articolo che leggo su Altroconsumo

Anche i più piccoli reclamano ormai un profilo su Facebook (l’iscrizione è comunque consentita solo ai maggiori di 13 anni). Anche tuo figlio vuole essere presente sul social network?

Cosa fare? Impedirgli di iscriversi per paura dei contenuti e delle conversazioni in cui potrebbe imbattersi? O lasciarlo in balia della rete?

Una via di mezzo c’è: si tratta del cosidetto “Parental Control” per social network, che può essere una funzione specifica dei pacchetti antivirus, strumento fondamentale – in generale – per proteggere i propri dati.

Avere il pieno controllo del proprio profilo Facebook non è sempre facile neanche per gli adulti (leggi quali sono le 5 mosse da non dimenticare), figuriamoci nel caso dei più piccoli: come essere sicuri che stiano gestendo bene i loro dati online?

Il Parental Control (“controllo genitori”) per social network è quel sistema che permette di tenere sotto controllo le attività dei figli sui social, senza essere costretti ad appostarsi alle loro spalle per spiarli.

Di solito è una parte della funzione più ampia del Parental control, che permette di bloccare alcuni siti o di stabilire per quanto tempo il bambino può navigare.

Non tutti i pacchetti antivirus hanno la funzione del Parental Control per i social. Di quelli messi alla prova nel nostro ultimo test sui pacchetti che offrono protezione specifica per social, ne dispongono solo tre suite.

Bitdefender Internet Security: tramite una app di facebook e inserendo la password del bambino, permette di avere accesso a tutti i post (individuando eventuali link insicuri), alle foto, agli amici e alle impostazioni di privacy.

Norton by Symantec Internet Security: ha una sezione dedicata ai social network ma, nel nostro test, in realtà, non ha tenuto traccia di nessuna attività, sebbene avessimo usato facebook.

Avira Free Antivirus: fornisce un servizio, sempre gratuito, chiamato “Avira SociaShield”. Si può aggiungere una app nell’account Facebook del bambino e monitorare il contenuto ricevendo degli “allerta”: questo in teoria, perché nel corso delle nostre prove il software non ha mai segnalato nulla.

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