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Auto giù dal viadotto: il guard-rail sfondato non era stato cambiato, ma per la Polizia è normale

Autostrade per l’Italia fa capo alla famiglia Benetton; spesso vediamo in tv servizi su Alessandro Benetton, bello, simpatico e vincente, che parla dei giovani, di idee, del futuro e fa tanti bei discorsi che però si infrangono nel fatto che di fronte a dover  “spendere 4 o 5 volte di più per sostituire i guard rail”, sia meglio risparmiare soldi, che si sa che dalle Autostrade non ci guadagnano 😉 in barba agli impegni preso con lo Stato, fregandosene dei loro clienti paganti che sono gli automobilisti e, soprattutto, nel disprezzo della vita di chi ogni tanto vola giù da un viadotto.

Ben sapendo che l’Etica è una bella parola, ma spesso resta tale, lo vedo nel mondo del lavoro in prima persona, ho fatto qualche ricerca su Benetton; ecco che la sua società 21 Partners “non prescinde mai dal rispetto dei nostri valori etici fondamentali e da principi di sostenibilità” ove nella sostenibilità è incluso il rispetto della comunità e, soprattutto, indica la Responsabilità come uno dei valori fondamentali.

Nel discorso ai laureati 2009 della Boston University leggo, ancora, di Etica e di visione nel lungo periodo piuttosto che di facili guadagni immediati, sino ad arrivare, una volta di più, alla Responsabilità:

Il tema della responsabilità si intreccia strettamente con quello dell’etica, per arrivare a definire una moralità manageriale che vada oltre l’impegno e la responsabilità verso l’impresa e gli azionisti.

Sicuramente gli azionisti di Autostrade preferiscono bilanci in ordine ed utili importanti, però la Responsabilità dovrebbe far si che talvolta si rinunci a parte dei dividendi per mettere in ordine guard rail e viadotti, ed evitare eventi che sulla distanza accadranno e porteranno alla perdita di vite umane.

un articolo di Maurizio Caprino

Fa impressione vedere una semplice Volkswagen Golf cadere da un viadotto autostradale uccidendo una bimba con la sua mamma e leggere che secondo la Polizia stradale il guard-rail di quel viadotto era a norma.

La tragedia è avvenuta sulla curva del viadotto Riccio, una delle più difficili dell’intera A14 (760 chilometri), con l’aggravante che sotto c’è il vuoto. Nonostante questo, c’è ancora un guard-rail progettato quarant’anni fa.

Avrebbero dovuto sostituirlo almeno due anni fa, nell’ambito della riqualificazione delle barriere su tutta la rete di Autostrade per l’Italia: il quinto macrolotto, la cui procedura d’appalto è iniziata a settembre 2011, comprendeva anche vari punti della A14, tra cui il tratto compreso tra i chilometri 392 e 413. Il viadotto Riccio sta al chilometro 403.

Una serie di circostanze analoga a quella che ha portato a morire 40 persone neanche un anno fa, precipitando dal viadotto Acqualonga dell’A16.

Anche questo tratto era stato riqualificato nell’ambito del quinto macrolotto. E anche in questo caso la barriera era rimasta quella precedente.

Sostituirla sarebbe costato almeno quattro-cinque volte in più rispetto a una di pari lunghezza in un tratto standard di pianura: c’è da scegliere un modello particolarmente robusto e contenitivo e c’è da montarlo lavorando su un viadotto.

Dunque, a quanto pare, anche nel caso dell’A14 vediamo che Autostrade per l’Italia ha ritenuto di non intervenire in un punto pericoloso nemmeno nell’ambito della riqualificazione delle barriere, che è uno degli impegni che la società ha preso con lo Stato per … continua la lettura QUI

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