Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Un cuore in fuga

xl43-cuore-140516173526_medium.jpg.pagespeed.ic.l-d13DzwtA

Di Giri d’Italia ne ha vinti tre, ma il più difficile, il più pericoloso, l’ha corso durante la guerra, senza alcun premio in palio se non la salvezza di tante vite umane.

Nell’inverno del 1943, Gino Bartali salì sulla sua bicicletta, e fingendo di allenarsi percorse migliaia di chilometri tra Firenze e Assisi, nascondendo carte e documenti sotto il sellino della sua bicicletta.

«Se ti scoprono ti fucilano», gli disse il cardinale Della Costa con onestà nel proporgli quella missione. Ma Bartali decise di correre il rischio.

In un’Europa massacrata dalle leggi raziali, 15 mila ebrei raggiungevano l’Italia nella speranza di sfuggire al loro destino. E Bartali pedalava per loro, per l’associazione clandestina che di proponeva di salvarli.

L’atleta che era stato e sarebbe tornato a essere uno straordinario campione del ciclismo, metteva da parte l’ambizione personale per compiere un enorme gesto di altruismo, diventando eroe nel vero senso della parola.

Oliviero Beha racconta una storia incredibile, ma vera, rendendo omaggio a un italiano che ha dato lustro al Paese nel XX secolo.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 giugno 2014 da in Il mondo dello sport, L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: