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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Andromeda heights

«Fino a pochissimo tempo fa non facevo che rimpiangere le cose perdute, mentre ora maturava dentro di me la consapevolezza di non aver perduto niente. È sufficiente possedere un corpo, un cuore e un’anima, e non difetteremo di nulla. Siamo predisposti per vedere sempre la stessa porzione di mondo, ovunque ci troviamo».

Ne è convinta Shizukuishi, la protagonista di Andromeda Heights, ultimo romanzo di Banana Yoshimoto.

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La strada che porta alla consapevolezza, però, non è affatto scontata e, come nella vita reale, mai semplice da conquistare.

Shizukuishi vive sulle montagne con la nonna guaritrice, una donna quasi magica, che «risplendeva costantemente di una luce dorata». La loro è una felicità vera e «briosa», ma la partenza improvvisa dell’anziana spinge Shizukuishi a ripensare la sua vita. Si trasferisce in città. L’impatto con il nuovo spazio, minaccioso e sconosciuto, la destabilizza. Almeno all’inizio. Poi la rinascita.

Un romanzo di formazione delicatissimo, intriso di gesti semplici e linguaggi altri, dove la ricerca del sé coincide con la guarigione, tutta interiore, possibile perché «il mondo ci sa svelare i suoi segreti in forme del tutto inattese».

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Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2014 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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