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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il cineclub del mistero

di Valerio Varesi

Passigli Edit. – Pagg. 231  – € 14,50 (lo vendo ad € 6,00 + spese spedizione )

 

Cover-1

 

Trama: “Valerio Varesi è uno scrittore che fa anche il giornalista con taglio investigativo. Racconta le cose come il commissario Soneri, che ormai, dopo alcuni romanzi, è diventato uno di quegli appuntamenti che la serialità del giallo ci regala, e si può benissimo avvicinare a figure riflessive, tormentate e concrete come il commissario De Vincenzi di Augusto De Angelis, il sergente Sarti Antonio di Loriano Machiavelli o il Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco.

Gente piena di dubbi, a cui non piace che le cose non quadrino. Per esempio, che ci sia un morto in un piccolo cineclub, deceduto di morte naturale, che però ha un filamento di cotone attaccato ad un erpes sul labbro, ed è amico di una donna il cui marito è stato ucciso.” (Dalla presentazione di Carlo Lucarelli)

Letto da: Paolo

Opinione personale: Può sembrare un paradosso, ma questo libro mi è piaciuto e non mi è piaciuto. In realtà mi è piaciuta l’indagine, meno la vicenda di per sè, nel senso che mi è sembra che si siano complicate oltre misura le cose e parlo dei comportamenti dei personaggi; vero che spesso la cronaca ci regala trame che superano quelle dei libri di fantasia, ma sono dell’idea che forse sarebbe stato meglio un bell’omicidio pulito; ho parlato come un criminale che non sono 😉

Dal libro emerge, al solito, il pessimo carattere di Soneri, troppo chiuso ed ombroso per i miei gusti, ma resta un ottimo investigatore ed è quello che conta; sempre apprezzabili invece le divagazioni eno-gastronomiche che ti fanno venir voglia di entrare nel libro e sederti a tavola 🙂

Angela non mi è mai piaciuta ed anche stavolta conferma il pessimo giudizio caratteriale nei suoi confronti; persino la Signora K, che si identifica meno di me nella storia, è sbottata un paio di volte durante la lettura con un: ma questa Angela è proprio una deficiente. 😀

Ed in effetti quanto accade in auto con la pistola oppure nella camera da letto della mamma della vittima dell’omicidio, conferma questa sensazione.

Dovendo dare un giudizio, sempre personale e solo a titolo orientativo, gli darei un medio; sicuramente meglio dell’ultimo che ho letto (Ultime notizie di una fuga), ma esce sconfitto dal paragone con La casa del comandante.

 

 

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