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Frutti di bosco surgelati & Epatite A: meglio essere (ancora) prudenti

Visto quanto leggo nell’articolo di Cristina Da Rold su Il Fatto Alimentare (qui in sintesi) è meglio non considerare del tutto conclusa la vicenda dei frutti di bosco surgelati che hanno causato un’epidemia di dall’Epatite A.

Il fatto stesso che non vi sia la certezza assoluta sull’origine dell’infezione, mi fa pensare che non si possa garantire che la stessa sia realmente terminata, come si supponeva tempo fa.

A quanto leggo i casi sono in netta diminuzione, anche se l’Italia è stata la più colpita, forse a causa della mediocre gestione del problema da parte delle Autorità, cosa della quale ho avuto conferma avendo a che fare con ristoratori che erano totalmente all’oscuro dei fatti.

Il consiglio alla fine resta il solito: non consumare frutti di bosco surgelati se non previa cottura.

Gennaio 2015 > I post della Categoria “Epatite A & frutti di bosco surgelati” sono stati raggruppati nella Categoria “Sicurezza alimentare”

* * *

Per l’epidemia causata da frutti di bosco congelati contaminati dal virus dell’epatite A  tra il 2013 e il 2014 non è stata individuata l’origine.

L’ipotesi più verosimile riconduce a ribes rossi provenienti dalla Polonia e more prodotte in Bulgaria.

La tesi viene ufficializzata in un dossier pubblicato in questi giorni dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e ripreso anche da Ministero della sanità.

In Italia gli ultimi dati parlano di 1.300 casi ospedalieri notificati, anche se solo in 346 è stato possibile raccogliere un campione di sangue da analizzare presso i laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo il nostro Ministero, a partire dal mese di ottobre 2013 non sono più stati identificati campioni di frutti di bosco surgelati contaminati in prodotti venduti al dettaglio, anche se l’epidemia si è protratta ancora per sei mesi con centinaia di casi.

Questo fatto è dovuto probabilmente alla scarsa consapevolezza del pericolo fra i consumatori, sia per quanto riguarda i prodotti venduti al supermercato sia per i dolci serviti in bar e ristoranti.

L’epidemia è stata studiata e gli epidemiologi e i virologi dell’ISS sono riusciti a individuarne la causa e ipotizzare la zona d’origine con un certo grado di precisione, ma rimane il fatto che in molti paesi, soprattutto nell’Est Europa, i sistemi di sorveglianza dovrebbero essere migliorati.

L’aver individuato come responsabili dell’epidemia dei lotti di ribes rosso polacchi e delle more bulgare non basta. Bisognerebbe avere gli strumenti per capire prima di tutto in che modo e in che momento della filiera produttiva questi frutti di bosco si sono contaminati, per agire in maniera efficace.

locandina-ministero-epatite-frutti-bosco-dic-2013

 

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