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Cinture di sicurezza, in troppi ancora non le usano

Leggo nell’articolo di SicurAuto (qui sotto in sintesi) che secondo un sondaggio 9 italiani su 10 allacciano le cinture di sicurezza.

Si come no, fidiamoci delle risposte ai sondaggi… 😉

Da quel che vedo, a Milano e provincia, quelle anteriori le allacciano in media il 70% in città ed una percentuale maggiore in autostrada.

Giusto pochi giorni fa, a Milano, mi si è affiancata una Bmw con a bordo 4 ragazzi sui 25 anni. I due seduti dietro erano slacciati, il passeggero anteriore allacciato ed il guidatore aveva allacciato la cintura, ma facendola passare dietro alla schiena (e tanti saluti al sensore di mancato allaccio).

D’altro canto si tratta di atteggiamenti che, come detto tempo fa, vale per (molti, ma non tutti) i tassisti e per altre categorie di persone (Vigili del Fuoco e 118) che dovrebbero aver ben presenti i danni fisici a cui si va incontro in caso di incidente, se non si allaccia la cintura di sicurezza.

Senza dimenticare le Forze dell’Ordine e la loro immotivata allergia all’uso delle cinture di sicurezza…

Nel comune dove abito, nella provincia ovest, ci sono molte “resistenze” da parte di donne dai 40 anni in su e dagli uomini dai 50 in su…

Quelle posteriori invece sono un’obbligo disatteso da quasi tutti. E quando mi capita di avere dei passeggeri, devo sempre insistere per farle allacciare.

Il bello è che chi le allaccia di suo quando è davanti, quando è seduto dietro pensa di poterne fare a meno.

C’è da dubitare dell’intelligenza dei singoli.

Partiamo dal fatto che allacciarle, davanti o dietro, è un obbligo. Allora se le allacci (davanti) perchè rispetti le norme, va da sè che dovresti farlo anche dietro.

Se invece lo fai perchè sei convinto che sia più sicuro allacciarsi, come fai a pensare che dietro non servano?

Comunque sia, è obbligatorio allacciare le cinture di sicurezza posteriori e nel filmato che segue capirai pure il perchè:

Se non basta a convincerti,  clicca qui per guardare un crash test effettuato da ADAC per ricostruire le drammatiche conseguenze di un incidente con un passeggero posteriore che non utilizza le cinture di sicurezza.

Nel filmato prestate particolare attenzione a cosa succede alla guidatrice e al passeggero dietro di lei.

di Francesco Mignano Comunicazione Visiva

di Francesco Mignano Comunicazione Visiva

A otto anni dall’entrata in vigore della legge che rende obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza per tutti i passeggeri, il Centro Studi e Documentazione Direct Line ha interrogato gli automobilisti italiani sulle loro abitudini circa l’uso delle cinture di sicurezza.

Ad affermare chiaramente di usare sempre le cinture è l’88% degli intervistati, una percentuale alta, ma che evidenzia la resistenza di una minoranza di incoscienti.

Il rimanente 12% si divide tra chi usa la cintura qualche volta (9%), quelli che la indossano esclusivamente nei lunghi viaggi (1%) e coloro che la allacciano solo quando siedono sul sedile anteriore (2%).

Analizzando i dati per fasce d’età, è interessante sottolineare come i più attenti alla sicurezza siano proprio i guidatori più giovani (18- 24 anni) che con il 90% registrano la percentuale più alta di coloro che indossano sempre le cinture. Seguono a poca distanza i 35-44enni con l’89%, mentre i 25-34enni e gli over 45 finiscono all’ultimo posto entrambi con l’84%.

Guardando, invece, ai passeggeri la situazione peggiora considerevolmente. Solo il 70% degli intervistati, infatti conosce la normativa per il corretto trasporto dei bambini in auto e presta l’adeguata attenzione affinché le cinture dei più piccoli siano allacciate nel modo giusto.

Decisamente negativo invece è il dato relativo ai passeggeri posteriori: solo il 38% dei guidatori italiani si accerta che anche i compagni di viaggio seduti dietro allaccino le cinture.

13 commenti su “Cinture di sicurezza, in troppi ancora non le usano

  1. chiara
    27 novembre 2014

    Prima considerazione: i miei 4 nipoti, da quando hanno 3 anni (o forse meno) si allacciano le cinture di propria iniziativa, io controllo solo che la più piccola di 7 l’abbia agganciata bene.
    Lo hanno imparato dai propri genitori, a conferma di quanto sia importante una buona educazione dei figli.
    Ma soprattutto, loro lo hanno insegnato ai nonni (così come a fare la raccolta differenziata) quindi mio padre 83enne si allaccia la cintura appena sale in auto.
    Seconda considerazione: alcuni miei amici non si allacciavano la cintura con la seguente giustificazione:”perchè devo essere obbligato?se voglio farmi del male sono fatti miei”. Al che io rispondevo “No tesoro, sono fatti di tutti, perchè se ti schianti, le spese per il tuo ricovero le paghiamo tutti. Mi starebbe bene se te le pagassi da solo, ma siccome non è così, allora la cintura sulla mia auto (e possibilmente anche nella tua) te la allacci. Inoltre, i passeggeri nei sedili posteriori , se non sono allacciati mettono a rischio i passeggeri nei sedili anteriori, non intendo correre rischi per colpa tua”
    Sarebbe bene che tutti almeno conoscessero le conseguenze dei propri comportamenti, ammetto che io stessa non mi allacciavo la cintura quando sedevo dietro, prima di sapere cosa può accadere

  2. IlPrincipeBrutto
    27 novembre 2014

    >>Al che io rispondevo “No tesoro, sono fatti di tutti, perchè se ti schianti, le spese per il tuo ricovero le paghiamo tutti.
    .
    Mi permetto di far ntoare che le persone grasse oppure obese costano nel complesso molto, ma molto di piu’ di chi non si allaccia le cinture. Eppure non mi pare che siano obbligati ad iscriversi in palestra, o vengano multati in base ai Kg in eccesso.
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    E meno male, aggiungo io.
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    Il ragionamento del tuo amico mi trova completamente d’accordo: non vedo perche’ vietare comportamenti che potenzialmente danneggiano soltanto chi li mette in atto (ergo: chi va dietro le cinture le DEVE allacciare, perche’ potrebbe far male a chi sta davanti).
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    Per lo stesso motivo, sarei favorevole all’abolizione dell’obbligo del casco per chi va in moto, obbligo che comunque nei fatti e’ gia’ disatteso in molte zone. Ed una legge che non puo’ essere applicata, e’ una legge cattiva (lo diceva gia’ Beccaria)
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    sicuri si diventa, Ride Safe.
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    • paoblog
      27 novembre 2014

      perchè vorresti abolire l’obbligo del casco?

      Che peraltro è disatteso alla grande al Sud, ma al Nord francamente tranne pochi adolescenti-teppistelli di quartiere, lo indossano tutti.

      La legge che non può essere applicata però è cosa diversa da quella che non viene rispettata.

      A questo punto liberalizziamo anche i furti in casa, (in netto aumento dappertutto)…

      Io ad esempio non faccio nessuna fatca a rispettare la norma che impone l’uso delle cinture (ed il casco prima) … di leggi farraginose e di difficile applicazione, rispetto o controllo, ce ne sono a iosa in sto paese del piffero, ma non è il caso di casco o cinture. Facili da rispettare ed altrettanto facili da sanzionare, se si volesse…

      • IlPrincipeBrutto
        27 novembre 2014

        Dai Paolo, non far finta di essere sciocco.
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        >> perchè vorresti abolire l’obbligo del casco?
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        perche’, come per l’indossare la cintura, non portare il casco in caso di incidente provoca danno soltanto a chi lo fa. Se e’ stupido e vuole correre il rischio, per me si puo’ accomodare senza problemi.
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        >> A questo punto liberalizziamo anche i furti in casa,
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        I furti in casa chiaramente non provocano danno solo a chi li fa. Anzi, proprio il contrario. Ergo, rimangono reato. Come il guidare ubriachi, perche’ se guidio ubriaco posso fare del male ad altri, non solo a me.
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        Qualsiasi comportamento le cui conseguenze ricadono solo e soltanto sull’individuo andrebbe consentito.
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        Mi pare un principio di liberta’ di facile comprensione, che non faccio fatica ad accettare. E che, ovviamente, non si traduce affatto nel ‘vuoi fare quello che ti pare’, che e’ obiezione tanto classica quanto affrettata.
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        Aggiungo una nota: Chiara qui sopra di adira perche’ in caso di incidente all’amico senza cintura, tocca anche a lei pagargli le cure, per il tramite delle sue tasse.
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        Mi chiedo con che compagnia di assicurazione Chiara abbia assicurato la macchina. E mi chiedo se Chiara si adira allo stesso modo quando i soldi del suo premio sono usati per rimborsare i danni causati da altri assicurati con la stessa compagnia.
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        Perche’ il meccanismo della previdenza sociale non e’ che quello di una assicurazione. E se non va bene uno, non puo’ andare bene neppure l’altro.
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        Il che lascia come unica possibilita’ che ognuno si pahi i danni e le cure sue.
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        sicuri si diventa, Ride Safe.

      • paoblog
        27 novembre 2014

        come immaginerai, non concordo, i cattivi comportamenti (o sbagliati) del singolo comportano quasi sempre delle ricadute su terze parti.

        una caduta banale in moto, persino da fermo, può essere fatale se picchi sullo spigolo del marciapiede (ma vedi anche il tassista che cadendo dopo un cazzotto ha picchiato la testa contro un’auto) per cui il casco farebbe la differenza tra vivere e morire.

        E nel secondo caso chi fosse coinvolto nell’incidente, anche se incolpevole, avrà la patente ritirata, magari subirà un’accusa di omicidio colposo e prima o poi (quando in italia?) ne uscirà forse pulito, ma danneggiato sotto molteplici aspetti.

        Se non indossi le cinture o il casco, e tutto si riduce alla tua morte ed eventuali danni sono fatti tuoi, ma che mi frega? Crepa, se ti va … anzi mi fai un favore se ti autoelimini… sennò spiacente, servono regole che tutelino innanzitutto ME da TE e dai tuoi comportamenti.

        Il libero arbitrio non funziona, a meno che guidi nel deserto.

        Che poi, ognuno si paghi le cure sue… quindi che si fa?

        Quando c’è un incidente prima verifichi se il tipo è assicurato oppure ha un saldo attivo sul c/c sennò lo lasci a morire in strada? Oppure lo ricoveri, gli presti un livello minimo di cure e lo sbatti fuori?

        Oppure lo curi, poi gli addebiti il tutto e se non ha soldi… che si fa? Modello condominio dove chi non paga se ne fotte e gli altri devono pagare le sue spese?

        Non si fa prima a rispettare un tot di regole non difficili da rispettare (appunto) salvo poi rivalersi sul singolo con premi assicurativi (e risarcimenti ridotti a seconda della gravità della violazione) e che non facciano di tutta un’erba un fascio e dove tutti pagano le colpe degli altri, ma dove se fai danni per colpa tua ci vediamo al rinnovo della polizza… 😉

        P.S. So bene che su questo argomento non ci troveremo mai d’accordo 🙂
        Certo, ci sono casi limite, tipo sport estremi, dove fai una scelta di vita e ti assumi i tuoi rischi, come ben spiega l’amico Angelo commentando questo post: https://paoblog.net/2010/11/04/gli-scalatori-che-vogliono-la-liberta-di-rischio-sulle-vette-2/#comments

      • IlPrincipeBrutto
        27 novembre 2014

        Rileggendo, penso ci possa stare la precisazione: per me l’obbligo di indossare il casco non e’ necessario.
        .
        sicuri si diventa, Ride Safe.

    • chiara
      27 novembre 2014

      le persone possono essere grasse per molti motivi, non solo perchè non vanno in palestra: Ad esempio bisognerebbe considerare i problemi psichici, lavorativi, le patologie: cioè i problemi possono essere molti, mentre per chi non si allaccia la cintura, basterebbe allacciarla.

      Stesso ragionamento ad esempio per i fumatori: quanto costano allo Stato? Allora non paghiamo più le cure per i danni da fumo? Non sarebbe giusto, perchè i motivi per cui si fuma possono essere tanti, molti coincidenti con quelli che portano all’obesità.

      Non paghiamo le cure agli alcolizzati? ai drogati? ma mica tutti hanno una vita tranquilla, che non li porta all’alcolismo o alla droga. Non è giusto punirli se sono stati più sfortunati o più deboli di noi.

      Mi sembrava di avere scritto chiaramente che, se il comportamento di chi non allaccia la cintura provocasse danni solo a lui, anche io sarei favorevole a lasciarlo libero di fare ciò che vuole: ma non è così, nel senso che, appunto, danneggia tutti, perchè a tutti toccherà sostenere le spese del suo ricovero.

      Ho visto un altro tuo intervento in merito, ora passo a rispondere a quello, mi premeva intanto lasciare una risposta a questo

    • chiara
      27 novembre 2014

      Mi adiro allo stesso modo quando i soldi del mio premio sono usati per i rimborsare i danni causati da altri assicurati con la stessa compagnia, che non abbiano rispettato dolosamente (cioè non per distrazione o imprevedibile colpo di sonno) il codice della strada, mi vengono in mente ad esempio quei pazzi che ti sfanalano affinchè gli liberi la corsia, stando 3 cm dietro la tua auto.

    • Lorenzo
      27 novembre 2014

      Scusa la crudezza delle parole, però – davvero – mi sorprendo ancora che ci si trovi a discutere sul “sì/no” riguardo all’abolizione di obblighi per cinture e casco. 🙂

      Punto primo, quello sulle cure a carico della società. Problema che spesso non si vede ma che c’è. Più gente la sanità deve curare, più tali cure pesano sulla collettività.

      Punto secondo. Su questa questione il 99% delle volte (e anche qui) ho sentito tirati in ballo i nobilissimi principi della libertà individuale da tutelare contro ogni restrizione, financo (cit.) per chi vuol farsi del male da sè. Ora, a parte il punto 1, anche se si danneggiasse solo chi si fa male, vogliamo andare a vedere i costi e i benefici, molto più schiettamente?

      Quali sono i costi di una legge che prevede l’obbligo di cinture/casco?
      a) lo smazzamento per comprarsi il casco e l’enorme fatica di allacciarsi la cintura; (xD)
      b) la rinuncia, da parte dell’aspirante autolesionista, a rischiare di più andando per strada; (xD)
      c) i controlli: questo è un punto più serio e molto problematico oggigiorno, però va da sè che le auto dovrebbero essere fermate e controllate anche senza tali obblighi…

      Quali sono i benefici? Bastano migliaia di persone sopravvissute invece che andate al camposanto, e altrettante se non di più con qualche lesione invece che con lesioni permanenti/coma? 🙂

      Per me il problema è che si continua oziosamente a vedere questi obblighi come un intervento dello Stato che si insinua nella vita altrui. E lo si fa invocando (quando fa più comodo, ça va sans dire) grandi principi costituzionali. Ma non li si possono invece vedere come misure che inducono molte più persone a tutelarsi contribuendo a farci fare meno male? A fronte peraltro di un costo praticamente inesistente…

  3. IlPrincipeBrutto
    28 novembre 2014

    Rispondo qui per tutti.
    .
    >> Che poi, ognuno si paghi le cure sue… quindi che si fa?
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    Paolo, scusa, hai capovolto il senso di quanto ho scritto (il che mi fa pensare di non averlo scritto bene, eh eh). Arrivare al ciascuno si paghi le proprie cure e’ la naturale conseguenza del rifiuto di Chiara di pagare per le cure di chi non si allaccia. Principio che pero’ Chiara stessa si rifiuta di applicare a chi e’ grasso, o chi ha comportamenti volontari altrettanto onerosi per la comunita’.
    .
    Il controllare la carta di credito e’ una procedura alla quale si arriva in casi estremi in sistemi nei quali l’assitenza sanitaria passa per un meccanismo di assicurazione privata. Sistemi nei quali il principio sotteso dalle parole di Chiara e’ portato alla sua logica conclusione: ogni tuo comportamento che ha una possibile conseguenza sulla salute viene misurato e prezzato. E se le tue condizioni o i tuoi comportamenti non piacciono, l’assicurazione non ti vuole come cliente, e ti arrangi.
    .
    Quando al discorso benefici, la risposta piu’ breve che ho e’: non me ne frega nulla.
    Se qualcuno preferisce giocarsi la possibilita’ di crepare per un banale caduta dal motorino da fermo, non mi crea alcun problema. Penso sia piu’ importante dargli la possibilita’ di fare la sua scelta. Parliamo di persone adulte, conscie dei rischi.
    .
    Se pero’ davvero vogliamo parlare di contabilita’ allora vorrei vedere una risposta convincente alla domanda che ho posto all’inizio: perche’ non multare le persone grasse, o inattive? alla collettivia’ costano MOLTO di piu’ le centinaia di migliaia di persone grasse e inattive, che quelle poche centinaia che potrebbero morire non portando il casco. Perche’ non controllare che tutte le persone stese in spiaggia in una giornata di agosto usino una protezione 50; quante migliaia di casi di cancro sarebbero evitati in quel modo?
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    sicuri si diventa, Ride Safe.

    • chiara
      28 novembre 2014

      La mia risposta ERA convincente.
      Il fatto che non convinca te (o meglio, che tu dica che non ti convince), non significa che non sia convincente.
      Ho scritto che non concordo nel multare chi adotta comportamenti sbagliati non per sua volontà: chi non allaccia le cinture, adotta un comportamento sbagliato per sua volontà, chi è grasso (o fuma, o si droga) invece, spesso lo è per motivi su cui la sua volontà ha scarso o nullo controllo.
      Per quanto sopra, io non avrei problemi neanche a multare chi non usa la protezione solare.
      Ma la legge non può essere perfetta, da qualche parte si deve cominciare, ed è già molto che esista quella sull’obbligo dell’uso delle cinture.
      E comunque, se fosse possibile, eliminerei anche la copertura assicurativa per chi non rispetta le regole consapevolmente: purtroppo questo implicherebbe meccanismi di controllo impossibili da applicare, specialmente nel nostro Paese

    • paoblog
      28 novembre 2014

      se parliamo tanto per dire, un ragionamento vale l’altro, ma dato che, ad esempio, non siamo nel mondo perfetto, resta la necessità di avere un tot di regole che normano i comportamenti generali.

      Vero che le persone obese incidono pesantemente sui costi sociali, così come, peraltro, gli anoressici (che per quanto sono in misura inferiore). Ed in taluni paesi so che ci sono delle penalizzazioni così come degli incentivi per far si che diminuisca il peso in eccesso (non si parla di sovrappeso), ma esempi di questo tipo non possono essere adattati, secondo me, al mancato allaccio di cinture e/o caso.

      Resta il fatto che dietro ad un obeso può esserci una malattia, un disagio psicologico, ed anche un comportamento alimentare autolesionista, beninteso; conosco persone che tutti i giorni si sparavano zuppiere “grosse così” di pasta condita, salvo poi brontolare che erano grassi …

      Dietro al mancato uso di cinture//casco, invece c’è sempre una volontà ovvero il disprezzo delle regole, prima ancora che della propria sicurezza. Ogni qual volta chiedi ad uno perchè non usa il casco o le cinture, la risposta è: ho caldo, mi dà fastidio, mi dimentico, ecc…

      Non ho mai sentito uno parlare del libero arbitrio, di scelta personale e via dicendo….

      Sono un Maestro dell’Utopia e quindi il tuo punto di vista, IPB, lo capisco (anche se non lo condivido), ma non sta in peidi, se non “tanto per parlare” ovvero nell’ottica di uno scambio di opinioni che fanno parte del processo comunicativo e che in questo caso portiamo avanti forse con un pizzico di irritazione per qualcuno, ma nel complesso fila via su binari civili, il che è buona cosa.

      Come dicevo a Chiara privatamente, per uno come me, abituato ad usare il buonsenso, potrebbero togliere la metà delle norme del Codice della Strada, perchè ci arrivo da solo ad autolimitare la velocità, allacciavo la cintura prima che fosse obbigatorio, mettevo sempre il casco in moto, non esiste l’obbligo, ma in auto ho l’estintore, ad esempio…

      Tuttavia ha ragione Chiara quando dice che “la legge non può essere perfetta, da qualche parte si deve cominciare…”

      ed io rilancio con le parole dell’amico Francesco: “Si trattano le regole come fossero sempre delle punizioni messe lì a creare problemi o limitare la libertà personale. Non nego che qualche volta ciò accada, ma è ancor più vero che, diversamente, le regole, unite al buon senso, ci permettono di difendere i nostri diritti e la nostra vita.”

      Fuori tema (ma non troppo) > Visto che si tira in ballo l’obesità, un pò di articoli per approfondire quello che csi ncerca di fare epr limitare la diffusione di quello che effettivamente è un problema della società moderna:

      Il peso dei pregiudizi sull’obesità: lettera di un nutrizionista per affrontare meglio problemi legati al cibo
      Vedi: http://www.ilfattoalimentare.it/il-peso-dei-pregiudizi-sul-peso-lettera-di-un-nutrizionista-per-affrontare-meglio-lobesita.html

      Tanto per dire: “Secondo uno studio basato su modelli statistici, condotto da ricercatori dell’UK Health Forum e dell’Organizzazione mondiale della sanità, la percentuale di persone in sovrappeso e obese è destinata a crescere in quasi tutti i Paesi europei da qui al 2030.

      Tra i maschi, le percentuali più alte sono previste in Irlanda (90%), in Spagna, Repubblica Ceca e Polonia (80%), e in Gran Bretagna (75%), mentre quelle più basse sono previste in Olanda (47%) e in Belgio (44%). Per quanto riguarda le donne, al primo posto c’è sempre l’Irlanda, con l’84%.” – Vedi: http://www.ilfattoalimentare.it/obesita-sovrappeso-ictus-epidemia.html

      http://www.ilfattoalimentare.it/soda-tax-bevande-zuccherate.html

      http://www.ilfattoalimentare.it/coca-cola-park-lives.html

      http://www.ilfattoalimentare.it/obesita-guerra-junk-food.html

    • Lorenzo
      28 novembre 2014

      Il problema è che spesso le persone NON sono conscie dei rischi 🙂 moltissimi viaggiano tra l’ignoranza in buona fede e il menefreghismo.

      Che non te ne freghi nulla, puoi pensarlo tu, ma come società non possiamo permettercelo.

      E non solo come costi… mi pare un po’ futile far prevalere a ogni costo il principio del libero arbitrio su un obbligo la cui utilità è palese e innegabile.

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