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La pala eolica da installare sul tetto

leggo sul Corriere un articolo sull’interessante idea di Gianluigi Parrotto: Un mini-impianto su ogni tetto, anziché immense distese di pale eoliche.

«Le mini-turbine diventeranno come la lavatrice, un elettrodomestico per la casa», spiega l’imprenditore al Corriere Innovazione. L’idea è convincere le famiglie ad installare una sorta di pala eolica in casa.

La potenza standard dell’impianto è 5 kw, per un’altezza di tre metri circa e una base che occupa sette metri quadrati. GpRenewable opera nel settore delle rinnovabili dallo scorso gennaio, ed è stata fondata con un capitale sociale minimo di 5 mila euro.

Il mini-impianto, che consiste in un palo di sostegno in acciaio, una turbina e una base di apparecchiature elettroniche, costa 20 mila euro, ma si può usufruire dell’incentivo ventennale per la vendita e l’immissione in rete dell’energia prodotta.

«Presto rilasceremo anche le offerte a tasso zero, ma già oggi, secondo i nostri studi di fattibilità, l’investimento si ripaga in sei anni circa vendendo l’energia al gestore, mentre per i restanti anni si può guadagnare.  Ad Avellino una famiglia ha prodotto circa 11 mila kwh in un anno, consumandone solo 4 mila kwh», ragiona Parrotto.

Il prodotto è interamente Made in Italy, e nel 2015 l’azienda punta a produrre tutto tra Casarano, Lecce e Brindisi, dove Parrotto si è diplomato. Durante il primo anno di produzione, l’azienda è riuscita a piazzare circa 80 turbine in particolare nel sud Italia, tra Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, ma anche Lazio e Liguria.

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6 commenti su “La pala eolica da installare sul tetto

  1. andrea
    11 maggio 2015

    segue:
    intendo la “WINDFLOCK” cui si fa riferimento nell’altro post.

  2. andrea
    11 maggio 2015

    La pala eolica da 20.000 euro non fa per me.
    La spesa per l’acquisto va maggiorata degli oneri di manutenzione, ammortamento, rischio danni per eventi atmosferici (per tacere del rischio black block!) ecc…
    e solo dopo si può fare il confronto con i “risparmi”.

    Non ho idea di quanto si possa ricavare dalla vendita dell’energia al gestore nazionale, ma i consumi di una “normale” famiglia (es. 3000 kwh/anno, per 0,07 €/kwh = € 210,00==/anno) non pareggeranno mai i costi della pala.

    Sarebbe interessante interessante conoscere i costi del sistema “modulare”

    • paoblog
      11 maggio 2015

      ragionando però in un’ottica condominiale…

      • andrea
        11 maggio 2015

        se ho ben capito, ogni “pala” ha una potenza standard di 5 kw, quindi ne occorrerebbe una per ogni appartamento;
        – inoltre, per garantire un minimo di autonomia (orari di…stasi termica), si dovrebbe installare -in combinazione con le pale-, anche un certo numero di pannelli fotovoltaici (adeguatamente ventilati ed accessibili per la pulizia)

      • paoblog
        11 maggio 2015

        ovviamente mi baso su quel che leggo, poi solo un tecnico potrà dire se quanto affermano nell’articolo è corretto o meno, tuttavia si parla di una potenza “a partire da 5Kw…” il che significa che ci sono pale più potenti.

        Per quanto riguarda il recupero della spesa leggo che: “secondo i nostri studi di fattibilità, l’investimento si ripaga in sei anni circa vendendo l’energia al gestore, mentre per i restanti anni si può guadagnare. Ad Avellino una famiglia ha prodotto circa 11 mila kwh in un anno, consumandone solo 4 mila kwh»

  3. Morbida Dolcezza
    17 dicembre 2014

    Mica male quest’idea! Così nessuno ha da obiettare sul fatto che le pale deturpano il paesaggio

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Questa voce è stata pubblicata il 17 dicembre 2014 da in Ambiente & Ecologia, Idee & Fatti - Fuori dagli schemi, Leggo & Pubblico con tag , , , , , .
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