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Un classico: cala l’Iva degli ebook, ma non i prezzi

pollice giùin sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Dal 1° gennaio l’iva sugli ebook è finalmente uguale a quella dei libri di carta.

Ma dopo anni di battaglia, ora che le tasse sui libri elettronici sono scese dal 22% al 4%, gli Editori non abbassano i prezzi e si intascano tutti i benefici della riduzione.

La campagna per la riduzione dell’Iva sugli ebook era stata presentata dall’Aie e dai grandi editori italiani come un’iniziativa a favore anche, se non soprattutto, dei consumatori italiani.

Per questo motivo è stata appoggiata, oltre che da molti autori ed editori, anche da decine di migliaia di lettori comuni, attratti anche dall’idea una riduzione dei prezzi dei libri digitali.

I prezzi dei libri sono fissati dagli editori e da questi imposti ai distributori, e sono per legge già comprensivi dell’Iva.

Pertanto, sono soltanto gli editori che devono decidere se, ed eventualmente in quale misura, trasferire sui consumatori finali ogni eventuale riduzione dell’Iva.

In questa occasione gli editori italiani hanno ritenuto di non ridurre in alcun modo i prezzi di copertina applicati alla vendita di ebook.

Una condotta davvero scorretta, se solo si considera che l’Iva è un’imposta sui consumi e che, pertanto, ogni sua riduzione dovrebbe andare a vantaggio esclusivo dei consumatori.

La scorrettezza di questa decisione è ancora più grave se si considera che la riduzione dell’Iva sulla vendita di ebook, fuori dai casi previsti dal diritto della UE, espone l’Italia al rischio molto elevato dell’avvio di una procedura di infrazione da parte della stessa UE, così come avvenuto nel 2013 a Francia e Lussemburgo, i quali avevano ridotto l’Iva sugli ebook rispettivamente al 7% e al 4%.

(Nota di Paoblog – Un breve riassunto di alcune delle multe che stiamo pagando: 112Efficienza energetica edificiGestione rifiuti nel LazioGestione rifiuti in Campania –  Discariche illegali, in arrivo la multa da 56 milioni + 256.819 € al giorno… – Fiume Olona ovvero Bene, aspettiamoci un’altra multa dalla UE. Avanti così… Rifiuti, stop ai fondi europei per la Campania (e noi paghiamo…) )

Insomma, gli editori si intascano la differenza di tassazione e i consumatori rischiano anche di pagare una multa all’Europa.

Non si può escludere che la decisione comune a tutti gli editori italiani di mantenere inalterati i propri prezzi possa costituire una violazione delle regole in materia di concorrenza, nella forma di un’intesa restrittiva della concorrenza  o nella forma di un abuso di posizione dominante a danno dei consumatori italiani.

Per questo motivo abbiamo segnalato la cosa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo di svolgere tempestivamente tutte le indagini del caso al fine di verificare l’eventuale esistenza di una simile violazione.

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