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Olio di palma, deforestazione, Ebola: c’è un nesso?

lenteTempo fa il Fatto Alimentare ha lanciato una petizione chiedendo alle aziende di eliminare l’olio di palma dai prodotti alimentari.

Come spiega Il Fatto Alimentare: Secondo i nutrizionisti l’assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente può risultare dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi. 

L’utilizzo dell’olio di palma quindi, non è il massimo per la salute, ma ha delle pesanti ricadute anche a livello ambientale ed etico.

Leggi a questo proposito L’impatto ambientale dell’olio di palma nell’inchiesta di Altroconsumo e Olio di palma, i produttori asiatici alla conquista dell’Africa

La deforestazione non è certo legata solo all’olio di palma in quanto si tratta di una diretta conseguenza della incessante domanda del mondo sviluppato di prodotti come legna, olio di palma, gomma, gas naturale, tuttavia oggi leggo questo articolo su Rinnovabili.it (qui in sintesi) che aggiunge un altro elemento che si dovrebbe tenere in considerazione:

Ebola, deforestazione e olio di palma. Sembra esserci un legame fra questi tre fenomeni, che interessano l’Africa in questo momento.

C’è infatti un filone di ricerca scientifica che sta rilevando un ruolo significativo nella diffusione del contagio a partire da diverse colture, compresa quella (molto diffusa) dell’olio di palma.

Anche un rapporto appena pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità sembra convalidare l’ipotesi che la deforestazione ha contribuito a propagare il virus.

Gli scienziati del Minnesota sostengono che Ebola sta circolando nella regione da anni, e che non si tratti di un focolaio spontaneo, come spesso sostenuto.

Piuttosto, gli autori suggeriscono una nuova ipotesi: la distruzione delle foreste vergini e la sostituzione con vaste monocolture, ha facilitato il passaggio del virus dalla fauna selvatica agli ospiti umani.

Oggi più che mai le trasformazioni dell’ecosistema stanno mutando il volto dell’Africa: le multinazionali hanno spremuto l’Indonesia, e ora si avventano sul continente nero, con l’appoggio dei governi.

Gli esperti sottolineano che altre probabili fonti sono gli animali cacciati dalla foresta dall’espansione agricola senza quartiere.

Le piantagioni di palma da olio, ad esempio, diventano una nuova casa per i pipistrelli della frutta (Pteropodidae).

Diverse specie di questi pipistrelli sono portatrici sane di Ebola, che può poi essere trasmesso ai lavoratori delle piantagioni e di qui ai villaggi vicini.

Gli ecosistemi vergini spesso contengono agenti patogeni come Ebola, spiegano gli scienziati. E la deforestazione di queste zone può costare una diffusione incontrollata.

 

 

 

 

 

 

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