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Arriva l’Expo, ma i bagni pubblici, dove sono?

pensieri paroleOgni volta che siamo in giro per Milano ci chiediamo come sia possibile che vi sia una mancanza cronica di bagni pubblici.

Per contro è sufficiente andare in molte località, il Trentino-Alto Adige su tutti, ma anche a Santa Margherita come a Sirmione, per trovare facilmente un servizio in tal senso.

Qualcuno obietterà che quelle sono località turistiche, tuttavia è anche vero che Milano attrae in ogni caso turisti, gente che va a concerti e manifestazioni di vario genere, ed in ogni caso è piena di persone in movimento che ovviamente potrebbero avere esigenze in tal senso.

Viend a chiedersi se per il Comune sia impossibile, tanto più visti i numerosi spazi vuoti (causa crisi), creare una rete di bagni pubblici sparsi per la città (anche in periferia), utilizzando le persone attualmente disoccupate per la gestione e la pulizia.

Credo che far lavorare, magari in turni di 4 ore al giorno più persone, con un giusto compenso, aiuterebbe loro a tirare avanti, ridurrebbe il costo sociale della disoccupazione e, non ultimo, offrirebbe un servizio per tutti, cittadini e turisti.

E forse, in determinate zone, permetterebbe di transitare in certe vie laterali senza dover percorrere il tratto in apnea, viste le deiezioni (non canine) fra le auto in sosta ed i muri scambiati per orinatoi.

Servizio pubblico che ovviamente deve essere a pagamento, ma con una tariffa equa, diciamo 50 cent, cifra che in genere ci fanno pagare quando siamo nelle località citate, sino ad arrivare talvolta ad 1 € magari nei centri storici, cifra che in ogni caso è giustificata dalla massima pulizia e funzionalità degli ambienti, nonostante siano frequentati da molti incivili ai quali, evidentemente, la mamma non ha neanche insegnato a fare pipì…

D’altro canto … Un genitore incivile, cosa insegnerà ai propri figli?

Per quanto riguarda i bagni automatici, tipo quelli presenti a Riva del Garda, Torbole, ecc. con una tariffa sui 30 cent, sarebbe gradito non trovare sempre la scritta: “la macchina non dà il resto”, in quanto non è poi così facile avere 30 cent contati in tasca ed a quel punto dover usare 1 € smenandoci 70 cent diventa un modo per disincentivarne  l’uso.

Tornando al titolo ovvero all’Expo, oggi leggo in questo articolo che:

Sos toilette. Milano ne è sguarnita e con l’arrivo dei visitatori di Expo la figuraccia è dietro l’angolo. I cubi verdi che ospitano wc autopulenti sono in condizioni spesso disastrose.

Altra voce della verità sono i tassisti i quali denunciano una città «impreparata per Expo».

Il servizio di Igiene pubblica della Asl ha scritto all’amministrazione chiedendo come intendeva affrontare il problema.

Nessuno si è fatto vivo.

 

 

 

Un commento su “Arriva l’Expo, ma i bagni pubblici, dove sono?

  1. Madamin
    26 marzo 2015

    Ma tanto Pisapia non si ricandida perciò che gliene frega delle figuracce?

I commenti sono chiusi.

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