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Expo: il cestino serve, ma l’educazione è indispensabile/2

Seconda parte del post pubblicato ieri.

Ieri scrivevo, parlando dei mozziconi sui marciapiedi di Expo che “Expo avrà le sue carenze, ma la mancanza di civiltà ed educazione dei visitatori la fa da padrone…”

Ed infatti, ecco quanto letto successivamente sul Corriere:

I contenitori per la raccolta differenziata ci sono. Ma anche qui il meccanismo va rivisto: quelli per il vetro sono più rari, e ancora meno sono quelli per l’indifferenziato.

Per quanto riguarda l’organizzazione, si tratta di una grossa pecca, in ogni caso, che la dice lunga sull’attenzione al problema, ma resta il fatto che come commentano gli addetti che cambiano in continuazione i sacchi pieni:

“molte persone sono comunque poco educate e buttano tutto dove capita”.

Nel post scritto un paio di giorni fa, dove lamentavo il fatto che nonostante il cestino, i rifiuti fossero gettati per terra, ho trovato su Twitter un commento che la dice lunga sull’approccio dei singoli nei confronti dei rifiuti e dell’ambiente nel quale, peraltro, vivono anche loro ed i loro figli:

“spesso i comuni non fanno assolutamente informazione di divieto a gettare rifiuti per strada. ”

Ripeto la domanda: ma deve essere il comune a dirti che non si gettano i rifiuti per strada? non ci arrivi da solo? non te lo hanno insegnato i tuoi genitori?

Mi sembra un commento figlio del tipico approccio tipico italiano, di spostare la responsabilità un passo più in là….

di Francesco Mignano

di Francesco Mignano

 

 

3 commenti su “Expo: il cestino serve, ma l’educazione è indispensabile/2

  1. Poppea
    8 maggio 2015

    Ma scusa non si sapeva che l’expo era in italia?

    • Paoblog
      8 maggio 2015

      non importa Dove la fanno, il problema è che ci vanno gli italiani… ops, gli italioti…

      • Poppea
        8 maggio 2015

        😀 😀

I commenti sono chiusi.

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