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Le barrette ed i sostitutivi del pasto funzionano veramente?

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su E-R Consumatori che integro con alcuni post correlati (clicca qui)

 

lente alimenti

Un recente test del sito consumatrici.it, che ha messo a confronto cinque prodotti tra i più i venduti, rileva che in troppi casi questi pasti artificiali hanno un profilo nutrizionale alterato: troppi zuccheri e troppe proteine li rendono persino dannosi se li si consuma con costanza.

Come spiega Enzo Spisni, docente di Fisiologia della nutrizione e responsabile scientifico del Master in Alimentazione e educazione alla Salute dell’Università di Bologna, quella delle barrette “salva-dieta” è una questione molto complessa.

Prodotti come questi sono nati per gli sportivi che, sottoponendo il loro organismo a uno sforzo prolungato e consumando molto glucosio, hanno bisogno di integrare la loro alimentazione.

Diverso è il discorso per chi assume questi prodotti pur facendo una vita sedentaria, e magari non accetta il fatto che per perdere peso deve modificare abitudini di vita errate”.

La sensazione di sazietà passa anche per il riempimento gastrico. Uno snack da 50-70 grammi non è in grado di riempire lo stomaco, e difficilmente può conferire una sensazione di sazietà.

Se siamo fuori casa o al pc, e non abbiamo tempo di preparare o mangiare qualcos’altro, le barrette sono una possibile alternativa. Ma non è salutare sostituirli sistematicamente a un pasto tradizionale.

Innanzi tutto così facendo costringiamo nella maggior parte dei casi il nostro organismo a ingerire un alimento fatto con ingredienti di qualità mediocre.

Nonostante i loro prezzi siano molto elevati, la qualità delle materie prime usate è spesso di livello medio basso, a cominciare dalle farine e dai lipidi.

Le barrette sono a tutti gli effetti alimenti ‘vuoti’. Pochi di loro contengono integrazioni bilanciate di vitamine e minerali.

Di conseguenza, se le si consuma per un periodo prolungato in luogo dei pasti tradizionali si può provocare nell’organismo una carenza di questi piccoli composti che sono essenziali per mantenerci in salute.

E lo stesso vale per gli altri composti, metaboliti secondari delle piante come i polifenoli, che hanno una funzione antinfiammatoria e antitumorale.

Abituarsi a un intenso sapore dolce può condizionarci spingendoci a ricercare sempre di più il gusto del dolce.

“Possiamo consumarle occasionalmente. Quando lo facciamo, accompagnamole a una porzione di frutta o di verdura, meglio se di stagione, in modo da fornire al nostro organismo quell’apporto di micronutrienti che manca nella maggior parte delle barrette.

Bisogna osservare la tabella nutrizionale di ciascun prodotto tenendo presente alcuni valori di riferimento.

Intanto la densità energetica di una barretta deve essere inferiore a quella di un biscotto: al massimo 300 Kcal per 100 grammi di prodotto.

Le proteine, in secondo luogo, devono essere circa il 20% del peso, mentre il contenuto totale di zuccheri non deve superare i 20 grammi, tenendo presente che l’Oms ha fissato a quota 25 grammi la dose giornaliera massima di zuccheri per gli adulti.

Infine la fibra, che dovrebbe costituire almeno il 10% del peso della barretta.

Audio intervista al prof. Enzo Spisni, nutrizionista

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