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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Milano

Autori vari

Sellerio – Pagg. 200 – € 13,00

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Trama: Milano o la città. Così, attraverso frammenti di esistenze eccentriche, questi racconti vogliono rappresentare che cosa vuol dire vivere insieme in una città oggi. E che cosa vuol dire vivere una città nell’epoca in cui sembra smarrita la possibilità di riconoscerne un’identità.

Giorgio Fontana raffigura “la capacità di Milano di essere più reale di ogni sogno o perversione” attraverso l’estate “atlantica” di un giovane sbandato, l’estate degli sgomberi dei centri sociali.

Per Helena Janeczek la metropoli emerge come un ologramma colorato dagli sprazzi di conversazione di un ragazzino che parla dentro un gioco elettronico con un partner che sta lontano, a Caltanissetta, e, a poco a poco, diventa presente e amico più dei compagni vicini.

L’ingegnere slavo di Di Stefano confessa al commissario la sua assurda ribellione perché “Milano non era più il paradiso grigio che avevo conosciuto all’arrivo”.

L’esperienza urbana del supplente di Marco Balzano culmina nell’incontro con un alunno ricoverato in una casa alloggio per pazienti psichiatrici. Neige De Benedetti trova la città in un tram perché “l’unica cosa di cui si parla a Milano è partire”.

E “dove voi siete io sono già stato, dove vado io è dove voi non arriverete” conclude il suo racconto il fuggitivo di Francesco M. Cataluccio: una specie di eterno viandante, profugo siriano mezzo ebreo che nelle architetture pretenziose della stazione rivive luoghi percorsi da generazioni passate.

Letto da:Paolo

Opinione personale: In genere non perdo mai una raccolte di racconti gialli pubblicati da Sellerio ed incentrati su un tema comune.

In questo caso non si tratta di gialli, ma il tema comune c’è ed è Milano ed è per questa ragione che ho regalato questo libro a mia mamma, che ama ritrovare nelle pagine dei libri la sua città, talvolta il quartiere dove è cresciuta, a Porta Ticinese, oppure quello in cui ha vissuto dalla metà degli anni ’50.

Il bello di queste raccolte è che fra i tanti autori proposti, ne trovo sempre di autori preferiti, talvolta ne conosco di nuovi ed altri non mi piacciono proprio; in questo caso però non ho trovato motivi di soddisfazione nella lettura, a tratti persino noiosa.

Come sempre, è una questione di gusti personali, tuttavia non è piaciuto neanche a mia mamma.

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