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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: I morti non hanno fretta

di Filippo Bolognavenduto

Mondadori – Pagg. 250 – € 17,00

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Trama: Fa freddo, in Versilia, passata l’estate. Da mesi i turisti hanno abbandonato spiagge e viali, e il loro posto è stato preso da raffiche di vento e da una quiete silenziosa.

La sera di una domenica di novembre in cui sembra che nulla accada e nulla possa accadere il commissario Dino Santini è salito sull’amatissima bicicletta Bianchi 26 sprint color acquamarina, diretto al “guazzetto” la sua bettola preferita pregustando una cena a base di alici marinate e fritto misto.

Rigorosamente davanti al posticipo di campionato: la sua Fiorentina contro il Milan. Ma proprio quando l’arbitro fischia un insperato rigore per la Fiorentina al tavolo compare il vicecommissario Diddio. Al porto hanno trovato una ragazza impiccata. Ma invece della corda è stato usato un nastro di seta. E il nodo sembra essere sconosciuto a tutti i pescatori del luogo.

Suicidio? Il commissario non ne è per niente convinto. Cosi Santini, abbandonando la pace del guazzetto, si trova coinvolto in una nuova indagine e a scoprire che molti potevano desiderare la morte di Marta Innocenzi, che da poco aveva rilevato l’indebitatissima azienda di famiglia.

A cominciare dal padre della ragazza, l’ingegnere Velasco Innocenzi, privo di scrupoli e, apparentemente, poco sensibile al lutto e armato di molosso.

O l’ex-marito di Marta, celebre nipponologo, esperto di bondage e di nodi. Senza dimenticare Berenice, che viene dall’est, è irresistibile e seduce tutto e tutti.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Di gialli ne ho letti a centinaia ed ho conosciuto molti commissari; dal tranquillo Miceli all’amato Montalbano, dal recente Vivaqua a Luccchesi, noto per la sua stronzaggine, sino a Schiavone, più odiato che amato ed infine l’irritante Benussi, ma il commissario mammone mi mancava.

Perchè Santini, oltre che essere un cinquantino solitario e trasandato, è decisamente un mammone.

Dopo di che è facile seguire nelle indagini questo poliziotto capace, un pò introverso, che condivide molto i suoi pensieri con il lettore.

La storia mi è piaciuta, un pò meno il finale non dal punto di vista della trama, ma proprio per come è stato scritto, ma ancor più dell’opinione sul libro, questo è un punto di vista personale, in quanto mi piace trovare in calce l’epilogo e sapere come è andata a finire per i principali personaggi.

Trovo che l’ambiente in cui l’autore ci accompagna sia ben descritto e per il lettore è quindi  facile vedere il commissario mentre pedala sul lungomare con la sua vecchia bicicletta…

Da parte mia lo consiglio…

 

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 6 ottobre 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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