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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Suden – Il caso dell’oste scomparso

di Friedrich Anivenduto

Emons – Pagg. 317 – € 13,50 

6227738

Trama: Immedesimazione totale, forte empatia, lunghi silenzi capaci di far emergere la verità. E nessun cellulare. Questo è lo stile di Tabor Süden, questi i suoi strumenti. Sulla cinquantina, tenace e introverso, Süden è stato un bravo poliziotto diversi anni fa, specializzato nel ritrovamento di persone scomparse. Ora una misteriosa telefonata del padre che non vede da 35 anni, lo riporta a Monaco, sua città natale.

Ma Süden torna anche per il lavoro che gli viene meglio: il segugio. Ingaggiato da una piccola agenzia privata, si ritrova su un caso particolarmente tosto, un uomo sparito da quattro anni e dato ormai per morto, l’oste di un locale bavarese gestito assieme alla moglie.

La pista seguita porterà l’ex commissario a Sylt, l’isola più a nord della Germania, luogo di gran fascino intriso di brezza e salsedine, profumo di aringhe e donne, dove a Süden si rivelerà una profonda verità: nessuno è quello che appare, soprattutto agli occhi di chi ti sta più vicino.

Letto da: Paolo

Opinione personale: E’ un libro che ha scatenato dei rifiuti netti ovvero tanto la Signora K quanto mia mamma, hanno abbandonato la lettua dopo pochi capitoli, dopo essersi scontrati con un personaggio silenzioso come pochi, il che in un libro può complicare la lettura.

Suden è un uomo chiuso che fa del silenzio la sua arma principale, il che è anomalo quando si deve interrogare una persona, tanto più se reticente, ma è un silenzio assordante che costringe l’interlocutore ad interromperlo ovvero a parlare, raccontare, svelare parole mai dette prima.

E’ sicuramente un libro un pò ostico e so che non potrà piacere a tutti, ma se riesci ad entrare in sintonia con il personaggio, cosa forse più facile per me che sono silenzioso (tranne che con pochi 😉  ) e malinconico, cosa che mi ha permesso di capire meglio Suden.

Per quanto riguarda la storia di per sè, anche questa coinvolge un protagonista fisicamente assente, ma sempre presente che forse potrebbe battere i silenzi di Suden.

La vicenda si svolge con una lentezza che complica ulteriormente la lettura, ma come detto, se riesci a trovare la giusta chiave, in realtà ti ritroverai attaccato alle pagine.

L’unica nota stonata è la storia parallela, collegata al padre di Suden, che ha abbandonato la famiglia anni prima; occupa troppo spazio e fondamentalmente è noiosa, anche perchè Suden è silenzioso, ma pensa molto e la condivisione di questi pensieri, durante la ricerca del padre, annoiano.

Non è un libro adatto a tutti, certamente non di facile lettura, ma a me è piaciuto.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2015 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , .
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