un libro che segnalo a Gigi, amico e pendolare vittima di Trenord
“Ci scusiamo per il disagio”.
È il modo con cui, da decenni, le Ferrovie dello Stato si puliscono la coscienza per i loro disservizi, ed è forse la frase meno sopportata dai pendolari di tutta Italia.
Perché dopo l’ennesimo ritardo, l’ennesima ora passata sulla banchina ad aspettare un treno che non arriva, l’ennesima carrozza rovente d’estate e gelida d’inverno, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più che fredde scuse pronunciate da una voce registrata.
La situazione delle ferrovie italiane è imbarazzante. Specialmente al di fuori delle rotte ad Alta velocità dei Freccia rossa e di Italo.
Gerardo Adinolfi e Stefano Taglione, giornalisti di Repubblica e Il Tirreno, hanno viaggiato sui vagoni della Penisola, scoprendo il divario tra Nord e Sud.
In Sicilia hanno scoperto che per fare i 106 chilometri che separano Ragusa da Siracusa ci si mette più tempo che per il Milano-Firenze con le Frecce.
Hanno condiviso l’Odissea dei pendolari e la condividono. Scusandosi per il disagio.