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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Non basta “avere i soldi” per comprare una Porsche, bisogna anche saperla guidare

pensieri paroleHo letto in questo articolo di SicurAuto le considerazioni finali emerse dalla consulenza dell’ingegner Mario Scipione sulla dinamica dell’incidente che a fine agosto 2015 è costato la vita a Claudio Salini.

Fermo restando che le condizioni del manto stradale erano imperfette, cosa peraltro che da non-romano potevo immaginare anch’io, resta il fatto che andare a 200 kmh in ambito urbano è assurdo a prescindere (anche se hai le capacità di un pilota).

Come spiegano nell’articolo:

Va da sé che “volare” a 200 all’ora in città, quale che sia il limite (50 o massimo 70 su strade ad alto scorrimento), quale che sia il traffico, quale che sia la vettura (anche le macchina ultra-performanti) è pericolosissimo. Per gli altri utenti della strada e per se stessi.

Le cose peggiorano se l’asfalto è imperfetto o se addirittura c’è un avvallamento. Il quale è pur sempre insidioso, ma non sino a far decollare la vettura se questa rispetta il limite di velocità. 

Chiunque abbia mai guidato nei dintorni di Roma sa che il manto stradale presenta avvallamenti dovuti alle radici dei pini marittimi (che sono sempre in superficie): andare a 200 km sulle strade romane è una pazzia.

Il problema di fondo è che non basta avere i soldi sul c/c per poter acquistare le vetture ad alte prestazioni, bisogna poi essere capaci di guidarle, come ben spiegava Maurizio Caprino nell’articolo citato nel post Ecco i veri rischi ad andare troppo forte in auto

Per sintetizzare al meglio uso le parole di Sigfried Sthor citate in apertura: “Non c’è nulla di peggio di un guidatore che corre trasportato da una automobile che in realtà non padroneggia, non conosce, non capisce”.

Guarda ad esempio la Ferrari in testacoda…in rettilineo.

Come spiega ancora Caprino: …il  guidatore si è tenuto prudentissimo. Nulla di male, anzi. Il problema è che subito dopo ha abbandonato la prudenza e ha fatto rovinosamente emergere tutta la sua incapacità.

Pubblico anche le puntuali osservazioni che mi ha inviato Il Principe Brutto dopo aver letto l’articolo in questione:

La gente non si rende conto di quanto sia difficile andare forte anche sul dritto (in curva non ne parliamo, ma certi fenomeni ad andare forte in curva non si azzardano).

Mi ricordo per esempio questo individuo:

Screenshot 2015-12-01 10.54.01

La galleria dove si è schiantato la conosco benissimo, in quanto è la prima che si incontra dopo essere entrati in autostrada a Genova Est, direzione ponente.

E’ una galleria lunga più di 1 Km, con una leggera curva a sinistra in uscita (si vede in fondo alla foto).

Ideale per tirare le marce su una Lambo, giusto?

No, non è ideale.

Perchè il fondo non è liscio, e a metà galleria ci sono un paio di dossi molto pronunciati, che alleggeriscono il veicolo già alle velocità che faccio io con la mia auto.

Se sei a 200 all’ora e l’auto decolla anche di poco su un dosso, riprenderla in mano quando rimette le ruote a terra non è banale per nulla.

Bisogna sapere cosa fare e bisogna saperlo fare. E per saperlo fare ci vuole un gran manico. Ti faccio un esempio estremo:

Screenshot 2015-12-01 10.54.16

Questo è Robert Kubica. Guarda come ad ogni atterraggio corregge in maniera precissisima, sia come scelta di tempo che come ampiezza. Sta andando forte, sarà probabilmente intorno ai 150 almeno, e già quello che fa sembra roba da marziani.

Immagina ora di aggiungere 50 Kmh, e di mettere al volante uno che non ha il manico di Kubica: il risultato non può che essere uno solo.

Ma certi individui, senza alcuna esperienza o conoscenza di cosa vuol dire andare forte, pensano che sul dritto basti schiacciare e basta.

 

 

3 commenti su “Non basta “avere i soldi” per comprare una Porsche, bisogna anche saperla guidare

  1. £@
    2 dicembre 2015

    Il problema è che per queste vetture con potenze “enormi” non è previsto nessun requisito per guidarla…come se fosse un auto normale.

    sarebbe utile che oltre al superbollo, i legislatori fecessero delle regole anche sulla sicurezza…
    che so’ imporre il superamento di un corso di guida sicura… tipo quello di Quattroruote o dell ACI.

    ma no.. tanto a loro interesa solo incassare l’iva e il superbollo di un mostro da 500cv.

    • paoblog
      2 dicembre 2015

      sullo Stato e sul buonsenso del singolo non poassiamo fare affidamento, però leggevo tempo fa che ci sono un paio di Case che produzcono (anche) modelli ad alte prestazioni, che nel costo della vettura (a 6 cifre) includono un Corso di guida specifico…

  2. IlPrincipeBrutto
    2 dicembre 2015

    Un corso di guida ti insegna cosa fare, e saperlo e’ chiaramente essenziale.
    .
    Ma per imparare ad eseguire la manovra corretta in maniera automatica, senza pensarci, che e’ quello che serve nelle situazioni di emergenza, serve una pratica costante. E per costante direi almeno settimanale.
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    Si puo’ chiaramente imparare a correggere una sbandata in una giornata di pista. Ma a meno di non ripetere la manovra spesso, tempo un mese si e’ gia’ scordato tutto.
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    Quindi si scende in strada pensando magari di essere in grado di fronteggiare una situazione di emergenza (una sbandata), ma quando arriva il momento del dunque ci si rende conto di non poter eseguire correttamente la manovra, per mancanza di allenamento.
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    I corsi sono quindi essenziali, ma solo la pratica continua puo’ davvero rendere un conducente piu’ preparato di fronte alle emergenze. Ed e’ spesso difficile trovare il tempo e il luogo per fare allenamento di manovre di emergenza.
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    Meglio quindi cercare di non mettersi mai nelle condizoni di aver bisogno di una manovra estrema, adottando una guida sistematica e consapevole (specie dei propri limiti).
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    sicuri si diventa, Ride Safe.

I commenti sono chiusi.

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