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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Si può gestire un bimbo piccolo senza avere l’auto?

pensieri paroleQuesto post nasce da una domanda che mi ha fatto un membro del Gruppo FB del Blog.

La mia risposta include alcune osservazioni che sono servite a stimolare la discussione ovvero non sono dell’idea che l’auto sia indispensabile, perlomeno non in realtà come quelle ad esempio che si vedono in alcune località italiane, ma soprattutto dell’Europa del Nord.

Graditi i commenti, se argomentati…

MFB: In tanti mi stanno chiedendo: e ora come fate con il bimbo, siete senza macchina? Ovviamente la mia risposta è: “tanto non può guidare”… Ma veramente senza auto la gente non sa più vivere?

Paoblog: Non è impossibile, ma può essere complicato, poi dipende anche se vivi in un piccolo centro mal servito piuttosto che in una città.

Io ho avuto la moto fino al 1998 dopo di che ho comprato l’auto, ma il periodo in cui sono stato sposato (1990-95) e la bambina era piccola è capitato di avere problemi nello spostarsi e di dover dipendere dalla disponibilità di qualche familiare o amico.

Per la vita spicciola che si svolge nel tuo quartiere è meno difficile di quello che dicono quelli che prendono l’auto anche per andare al bar.

Io ad esempio andavo a scuola a piedi, fino alle medie, ad 1 km da casa, eppure ora che le scuole le hanno “avvicinate” vedo auto se non Suv da tutte le parti.

Vien da dire: i genitori usano l’auto perchè hanno fretta devono andare al lavoro?

Ma se fosse così non resterebbero a gruppetti a chiacchierare davanti alla scuola per decine di minuti e non resterebbero in auto, con motore rigorosamente acceso (che si sa, le PM10 le emettono solo le auto degli altri) per smanettare lo stupid-phone.

MFB: Ci stavo pensando; quali potrebbero essere le situazioni in cui è indispensabile l’auto?

Vivo in una cittadina di 30.000 abitanti e se non ci fosse l’inceneritore. sarebbe un modello di centro a misura d’uomo.

L’asilo, elementari e medie sono a 3 minuti a piedi da casa mia, il centro commerciale a 15 minuti a piedi, così come tutti i negozi. l’ospedale ha un bus ogni 30 minuti max, la ferrovia ha un treno ogni 30 minuti e nei miei sogni ci sarebbe una metropolitana territoriale ideale.

I giardini sono a 5 minuti e ce ne sono tanti, le piste ciclabili ti collegano ai paesi vicini che distano 7km ed in 50 minuti di bici arrivi alle terme naturali. Ormai a me fa pure fatica guidare..

 Che poi…un bimbo piccolo non può salire su autobus e treni?

Paoblog: Ovviamente io sono qui a fare l’avvocato del diavolo. Bisogna poi valutare come si arriva in stazione ovvero se i bus rispettano gli orari e quando finiscono le corse, poi quando il bimbo è molto piccolo serve la carrozzina prima ed il passeggino poi.I bus hanno l’accesso facilitato con pedane basse o che? Se tua moglie è da sola riesce a gestire il tutto e salire o scendere dai mezzi? Se deve andare a fare la spesa da sola con il bimbo piccolo ce la fa a gestire il tutto?

Poi quando comincia ad essere troppo pesante da essere tenuto in braccio e comincia a camminare, le cose si complicano a meno di riuscire a tenerlo con il pugno di ferro (ovvero ubbidiente) 😉

Se non stesse bene di notte, per andare al Pronto Soccorso si riesce a risolvere con i mezzi pubblici?

Abbina poi bambino piccolo, mezzi e pioggia ovvero ombrello e, non ultimo, la maleducazione altrui ovvero non si può essere certi che gli altri aiutino piuttosto che ostacolare, dopo di che, seppur faticosamente per alcune situazioni io bene o male 5 anni con bambina e senza macchina li ho fatti.

MFB: Il parco bus è stato cambiato da poco ed ha intenzione di usare la fascia come le sue amiche.

La spesa è un mio ruolo a cui tengo moltissimo e per il pronto soccorso notturno… le ambulanze le hanno soppresse?

La tua idea di tirarci fuori un post con il quale interagire magari con altri genitori mi piace…

 

 

27 commenti su “Si può gestire un bimbo piccolo senza avere l’auto?

  1. il Testimone
    19 febbraio 2016

    Senza auto è dura.

    Se non gli fai fare attività ce la puoi fare.

    Ma solo portarlo, ammalato dal pediatra, diventetebbe un grosso problema.

  2. Ele di Siena
    19 febbraio 2016

    Allora, come mi dico sempre, se lo hanno fatto prima di noi, senza i mezzi pubblici che abbiamo noi, ce la potremmo fare anche oggi.

    Mio padre e mia madre hanno sempre avuto l’auto perchè fortunatamente stavano bene, ma ai loro tempi ce l’aveva una famiglia su 10.

    Ed i mezzi pubblici non erano certo come adesso… Per le emergenze reali ci sono i taxi.

    Credo – e l’ho imparato dalla badante della mia mamma quando era ancora viva, lei era di santo domingo – che si possa fare davvero a meno di tante, tantissime cose… basta organizzarsi.

    Certo è che talvolta questa società ti impone dei tempi che sono quasi impossibili… però si può fare.

    Esempio mio, senza bambini, che fa capire talvolta la nostra cattiva abitudine: lavoro a 5 km da casa, ci sono i mezzi pubblici ma, stando in centro storico, la prima fermata del bus ce l’ho ad un km da casa.

    Vero è che mi fa fatica perchè parto sempre da casa con la borsa da passeggio e quella da lavoro più la busta con il pranzo, però svegliandomi mezzora prima lo potrei fare…

    Altro problema: esco alle 17. Se sono in auto o in motorino sono a casa alle 17.20 massimo e quando esco posso andare a fare la spesa al supermercato o fare altre commissioni, posso poi riuscire due volte a settimana ad essere in palestra alle 18 passando da casa a prendere la borsa.

    Con i mezzi pubblici arrivo a casa alle 18 – 18,10 e non posso fare grosse spese perchè non ce la faccio a portare le borse…

    Conclusione: adattandomi a tempi diversi potrei benissimo andare con i mezzi pubblici. Il prezzo: circa 60 € di benzina al mese contro un abbonamento per lavoratori di 90 € trimestrale.

    Grande risparmio, ma davvero non ce la faccio a fare questa scelta!!!

    Conclusione: ci lasciamo trascinare dai ritmi della società invece di imporre alla società i ritmi degli uomini.

    Ed ecco lo stress, il consumo, la spesa, l’inquinamento… ed il discorso continuerebbe a lungo…!!!

  3. paoblog
    19 febbraio 2016

    la discussione si è fatta interessante sul Gruppo FB

  4. Lorenzo
    19 febbraio 2016

    Da non genitore dico la mia. Quali sono le situazioni in cui un’auto può far davvero comodo?
    – voglia di fare una gita fuori porta in posti in cui treni e pullman non sono capillari (ne è pieno)
    – visite in ospedale/dal medico piuttosto urgenti
    – necessità di recarsi in un luogo non servito dai mezzi
    – necessità di uscire col maltempo
    – giorni festivi senza mezzi o con mezzi scarsi

    Tutte eventualità che una buona organizzazione familiare potrebbe non riuscire a evitare. Son dell’idea che forse spendere “pochi” € per un’auto usata senza pretese, un buon seggiolino e 8-900 € annui di manutenzione/gestione non siano una spesa drammaticamente alta, specie perché già la decisione stessa di avere un bimbo implica delle spese. e quindi andrebbe a mio avviso presa con un certo margine economico, non alle strette. 😉

    La mia esperienza da piccolo cade a fagiolo perché da quando sono nato fino a 4 anni fa abbiamo abitato in due posti tali per cui i miei hanno potuto fare a meno quasi al 100% dell’auto, che però avevamo, andando appunto in giro coi mezzi, a piedi e in bici*… che però avevamo, benché utilizzata pochissimo.

    * mezzo sottovalutatissimo per la spesa e le commissioni quotidiane: si gira 3 volte più veloce che a piedi, in città si è rapidi tanto quanto le auto, spese zero, un buon cestello da spesa e via…

    • Lorenzo
      19 febbraio 2016

      “quasi al 100% dell’auto […] che però avevamo…”

  5. Ele di Siena
    21 febbraio 2016

    ho visto (su FB) che viene giudicato fuori luogo il mio post…

    vorrei puntualizzare che ho evidenziato che il mio esempio era senza figli, ma ho anche detto che se ce l’hanno fatta negli anni 50 e precedenti, con i bambini, ce la possiamo fare noi.

    il concetto era sottolineare la volontà… la volontà di fare dei sacrifici per cambiare le cose… certo, non è facile, sopratutto rispetto al posto nel quale si vive, ma – ripeto – sono proprio le famiglie con i bambini che dovrebbero dettare le regole ed i tempi della società di oggi per poter fare scelte in sintonia con il proprio sentire ecologico e non essere penalizzati…

    comunque, e sottolineo di nuovo, in Italia è così (e non in tutti i posti) perchè all’estero i bambini se li scarrozzano senza auto ma con le bici, a piedi, in tram… vi è mai capitato in vacanza di vedere quelle bici con attaccato una specie di sidecar-carrozzino?

    ecco, in tante città è usato normalmente, non solo in vacanza!

    • Il Testimone
      21 febbraio 2016

      Negli anni 50 i ritmi erano completamente diversi e se vivi ad Amsterdam è più che logico usare la bici. Prova ad andare in bici col bimbo in corso Buenos Aires…

  6. Paoblog
    21 febbraio 2016

    Fuori tema ma fino ad un certo punto. Testimonia che in ogni caso le problematiche ci sono anche per i “senza figli” ovvero figuriamoci se hai figli piccoli. Il tutto ovviamente facendo riferimento alla località in cui si abita.

    Quando abitavo a Milano, da scapolo, mi muovevo abitualmente senza problemi, ma abitando in provincia le cose si complicano…

    A me è capitato di dover venire al lavoro con i mezzi pubblici che nel mio caso consistono in un bus extraurbano+una quindicina di fermate di metropolitana + un bus urbano (oppure 1 km a piedi).

    Adesso esco di casa alle 6.15 ed arrivo in azienda tra le 7 e le 7.10 … esco alle 17 ed arrivo a casa tra le 18 e le 18.30 che il grosso del traffico lo trovo verso casa, grazie ad una viabilità pasticciata.

    Se lo faccio con i mezzi, mi devo alzare alle 5.30 per raggiungere a piedi la fermata del bus a circa 1,5 km da casa ed arrivo in azienda alle 8 o poco prima ovvero troppo tardi. Per contro devo uscire senza perdere 1 minuto per riuscire ad arrivare a casa alle 19.

    E quindi la qualità della vita peggiora…. che se poi capita l’intoppo ed esci più tardi oppure hai un’emergenza e devi rientrare di fretta… si fa ancor più lunga.

  7. Il Testimone
    21 febbraio 2016

    Hai ragione, sicuramente la vita si complica e la qualità della vita peggiora.
    Problematico per un adulto, quasi impossibile per adulto+bimbo piccolo.

  8. Ram
    21 febbraio 2016

    Io ho abolito la metropolitana fino a quando il bambino non ha cominciato a camminare e si poteva fare a meno del passeggino!

    Sull’autobus se ci sono già due passeggini non sali! La macchina serve soprattutto se sei sola!

  9. Marco SM
    21 febbraio 2016

    per Il Testimone: non è una provocazione… cosa intendi per qualità della vita.

    Mi spiego: con i tempi che corrono generalizzando dobbiamo lavorare in due in famiglia.

    Facendo un conto alla buona credo che un’ auto rappresenta una spesa minima tutto compreso di 6000€ l’anno. (benzina, assicurazione, bollo, revisione, manutenzione, imprevisti, quota ammortamento per l’acquisto) ovvero 500€ al mese..

    In teoria uno potrebbe lavorare meno e dedicare più tempo al bimbo e al proprio tempo libero, senza la necessità di quella spesa…

    Ovvio occorre valutare se è fattibile nella zona in cui si vive..

  10. il Testimone
    21 febbraio 2016

    A Milano senza auto e poco tempo gestire un bambino senza auto è complicato.

    Se devi lavorare non puoi permetterti di perdere 3 ore per portare il bambino in piscina prendendo i mezzi pubblici.

    Se in auto ci metto 30 minuti mentre con i mezzi ce ne vogliono il triplo capisci che la qualità della mia vita peggiora sensibilmente.

    L’auto è un costo ma in una grande città è fondamentale.

    Settimana scorsa alle tre di notte ho portato mio figlio in ospedale, in bicicletta avrei fatto fatica ad arrivarci… 😉

  11. Giuliana
    21 febbraio 2016

    Senza auto noi non ce la faremmo (siamo pendolari fra due case tanto per dirne una…) ma facciamo con due macchine in sei… cioè la macchina c’è, ma solo quando serve davvero…

  12. Paoblog
    21 febbraio 2016

    le variabili in ballo sono troppe, la scelta giusta in realtà è frutto di un mix di compromessi e, nel caso, di sacrifici …

  13. il Testimone
    21 febbraio 2016

    Tu ricordi Paoblog, quando andavo all’ospedale 3 volte la settimana con un bambino ingessato di 10 giorni per un anno di fila…

  14. Marco S.M.
    21 febbraio 2016

    A Milano non avete le auto o bici elettriche condivise? tipo car2go…

  15. Paoblog
    21 febbraio 2016

    il car sharing esiste, ma se abiti in centro la macchina la trovi sempre, in periferia dipende…

    e se consideri ad esempio che Car2Go ha messo delle penali a quelli che lasciano l’auto in periferia, hai la risposta…

    anche il carshiarng premia quelli che già si muovono in zone ben servite dai mezzi… che se dal centro devo muovermi sull’asse delle linee della metrò, potrei persino fare a meno dell’auto…

    ma prova a venire nelle periferie e poi ne parliamo…

    ed infatti mi capitava di incontrare Ram che trottava spingendo il passeggino per fare dei km perchè per fare la stessa strada doveva prendere due bus con i problemi del caso, come diceva lei…

  16. Ram
    21 febbraio 2016

    Io quelle scarpinate le facevo volentieri, ma pensavo a quando il Testimone era immobilizzato, non poteva accompagnarmi a fare la spesa e andavo a fare la spesa per tutta la settimana col carrello!

    Dovevo fare la spesa in due volte, portare un peso che per la mia schiena non era il massimo!

    Con la macchina sarebbe stato tutto diverso. Anzi, ringrazio ancora Paoblog per essersi sempre offerto di accompagnarmi!

  17. Paoblog
    21 febbraio 2016

    ed è ovvio che ognuno di noi preferirebbe fare la scelta giusta, “senza se e senza ma”… se non fosse che la vita reale, quella di tutti i giorni, non è certo perfetta …

  18. Marco S.M.
    21 febbraio 2016

    Sperando di fare cosa gradita (è un pò lunghetta), vi posto una riflessione della mia compagna: ”

    Ho letto i commenti in modo veloce e pongo la mia opinione, senza critica alcuna, ovviamente. Io è dal 2007 che vivo senza macchina, ovviamente ero single e vivevo in una grande città, Roma.

    Poi mi sono trasferita in un piccolo centro della Toscana dove le cose sono un pò cambiate, ma facendo un lavoro-studio con orari abituali potevo ancora permettermi il “lusso” dei mezzi pubblici. Tra un pò arriverà mio figlio/a (ancora è una sorpresa!!!) e..inizierà la sfida.

    Secondo me tutto sta nella vita che si vuole e nel proprio credo. é vero, la macchina può dimezzare i tempi, ma sarà proprio così o forse è un “adattamento inconsapevole” a ciò che ci propinano, un’abitudine, una conformità.

    Proviamo a immaginare una persona che non ha mai utilizzato la macchina e mettiamola improvvisamente in auto con noi per un minimo tragitto (roba di qualche km) tra traffico e difficoltà di parcheggio..come pensiamo si sentirebbe??!!! Forse, proprio come noi senza l’auto!!!

    Inoltre, avere la macchina non comporta solo una spesa in termini di benzina ma meccanico, tasse, e tutte le varie ed eventuali. Per cosa? Per un pò di tempo in più, che però si traduce in lavoro in più.

    Beh, soprattutto con i figli, credo sia meglio trascorrere un pò di tempo “a passeggio” con loro che al lavoro lontana da loro!! Infine direi che secondo me è fattibile, forse la sola parte che resta in ombra è quella del pronto soccorso/ospedale in notturna, che non ci auguriamo, ma che rientra nelle possibilità e lì mi viene il dubbio…e però mi viene anche un’altra domanda: abbiamo la macchina, abbiamo il confort, ma che fine ha fatto il senso di comunità?

    quello che ti fa dire “chiedo al vicino, al parente”…e questo non significa approfittare di uno più sciocco di me, ma avere una comunità che funzioni, perchè forse se ci fosse una rete più fitta e solidale, forse non ci sarebbero problemi di car sharing con multe nelle periferie, o di bus notturni o comunque di possibilità che davvero abbiano le intenzioni di offrire un servizio a tutti ma solo una facciata di modernità.

    Per quanto mi riguarda adotterò la fascia che mi consente di avere le mani libere per la spesa e tenermi in allenamento, senza la palestra (ossia altro lavoro e altro tempo, sia di lavoro che di palestra, lontana da mio figlio), quando la schiena non ce la farà più spero mio figlio utilizzerà le sue gambine scoprendo il piacere della passeggiata, e spero di lavorare il meno possibile, riducendo spese con l’autoproduzione o comunque utilizzare le tecnologie per lavorare spostandomi poco e con i mezzi pubblici così da poter avere una città meno inquinata, meno spese e incontrare tanta gente con cui chiacchierare….perchè i mezzi pubblici sono anche questo, socialità!.”

  19. Paoblog
    21 febbraio 2016

    Sali sulla 56 a Milano, magari verso sera e vediamo se socializzi o se non vedi l’ora di scendere. 😉

    Anch’io in Trentino uso i bus ma il contesto sociale è tutt’altra cosa….

    Il fatto stesso di “sfuttare” la cortesia altri, però, da per scontato che l’altro abbia l’auto ovvero l’auto serve, chiunque sia il proprietario.

    io non abuso dell’auto tuttavia abitando dove abito se non l’avessi avrei una vita ben più che scomoda e disagiata.

    Quando sono a Torbole come ad Ortisei metto la macchina nel parcheggio e non la muovo più. .. perché è fattibile farlo e mi va benissimo così.

    Però ho visto come è stato il periodo in cui mio padre 84enne era senza patente.

    Muoversi con i mezzi con lunghe attese era scomodo… I taxi cari come l fuoco… la spesa al super impossibile, e grazie alla distruzione della zona ormai senza negozi o quasi ecco che fate la spesa sottocasa non è fattibile… peggio ancora andare all’ospedale per fare esami e visite…

  20. Ele di Siena
    21 febbraio 2016

    Sono d’accordo un po’ con tutti proprio perché le variabili sono infinite.

    Un pensiero che esce da questo contesto e che però secondo me è utile e sta alla base di tutto è che proprio perché si è persa quella dimensione sociale della quale parla la compagna di Marco che non siamo stati capaci di formare una società multietnica e multiculturale che avesse come fondamento la solidarietà e la condivisione che sarebbe auspicabile ovunque ma siamo rimasti ostili all’integrazione.

    E non parlo degli immigrati di oggi eh… parlo degli anni 30- 40-50 con i meridionali che sono saliti al nord per esempio… per poi arrivare ad oggi. La diffidenza genera diffidenza e da lì in poi la strada è stata segnata.

    Ovvio che parlo sempre di persone civili e non dei delinquenti… purtroppo credo che almeno nell’immediato sia difficile tornare indietro…

  21. Paoblog
    21 febbraio 2016

    Di fatto al di là di alcune isole felici la macchina spesso è una scelta obbligata. Nonostante le difficoltà a Milano alla fine me la cavavo quasi sempre senza auto ma qui non sarebbe fattibile.

    Che poi, allargando il discorso, le biciclette a Milano quasi te le rubano da sotto il sedere ovvero al netto dei rischi causa troppi automobilisti “distratti” se la usi per andare al lavoro oppure a fare la spesa spicciola…

    tempo fa un dipendente mi raccontava di uno che incontrava sul metrò e gli avevano fregato due bici al famigerato parcheggio di Gobba ed allora con la terza bici dopo averla legata si è portato via il sellino… e quando è rientrato ha trovato solo il palo.

    Sui mezzi pubblici di certe periferie abbiamo già detto. È altresi vero che a parte la bella patina di piazza Gae Aulenti con annessi e connessi, la qualità della vita di Milano nelle periferie è peggiorata rispetto a quando io mi muovevo tranquillamente con i mezzi pubblici.

  22. Il Testimone
    21 febbraio 2016

    Di notte se devi andare al pronto soccorso chiami parenti o vicini…si credici…

    Alle tre di notte citofono al vicini e gli dico di portarmi al Pronto Soccorso? Quello mi spara.

    Per la cronaca settimana scorsa alle 3 di notte il bambino aveva 39,5 di febbre, io 38; ho chiamato l’ambulanza e mi hanno detto che per la febbre alta a un bimbo escono con molta calma, anche dopo 3 o 4 ore.

    Che fare? A fatica prendo l’auto e vado al Pronto Soccorso…

  23. Paoblog
    21 febbraio 2016

    Esco dal tema auto+bambini ma resto in quello dedicato agli spostamenti.

    Mi è venuta in mente l’esperienza dell’amico Gigi. Abita a Saronno e prima prendeva l’auto per andare in stazione, prendere il treno ed arrivare a Milano da dove con il metrò arrivava nei pressi del lavoro e non so se prendesse un bus per il km che gli mancava o se la facesse a piedi.

    Lo scorso anno ha preso un vecchio motorino per andare in stazione ed evitare di cercare pure il parcheggio alla mattina… ed alcuni mesi fa, stufo dei disservizi e degli scioperi di trenord, ha preso uno scooter per venire al lavoro.

    Meglio uno scooter di un’auto, ma di fatto è stato costretto ad abbandonare i mezzi pubblici a favore di uno privato. Un altro segno dei tempi, dei disservizi e via dicendo.

    Per i non lombardi, pubblico poi un post su Gigi & Trenord che testimonia come la qualità della vita peggiori se le cose non vanno come dovrebbero andare.

    vedi: https://paoblog.net/2015/11/17/cons-trenord-3/

    Ricordo inoltre che Gigi e le altre 700.000 persone come lui si muovono per andare sul posto di lavoro oppure a scuola.

    Che i ritardi in certe strutture non sono ben digeriti anche se causati da Trenord e possono complicare non poco la vita lavorativa, tanto più in momenti critici come quelli attuali.

    E ricordiamo delle varie ordinanze che limitano la circolazione, spingendoti ad utilizzare i mezzi pubblici anzichè l’auto privata. Si, ma quali mezzi pubblici? Trenord? Movibus?

    Leggevo tempo fa di una persona che lamentava che il datore di lavore vietasse l’uscita anticipata dal lavoro, causa sciopero dei mezzi pubblici. Vien da chiedersi come si comporterà in caso di continui ritardi, fermo restando che sebbene sia vero che è necessario il buonsenso che permetta ad esempio l’uscita anticipata per forza maggiore è anche vero che in un’azienda dove magari ci sia una sola impiegata o commessa, va da sè che ci si troverebbe in netta difficoltà a gestire il lavoro. Paga il dipendente, paga il datore di lavoro, paghiamo tutti, tranne i responsabili dei vari disservizi.

    Il discorso resta in piedi se devi accompagnare il bambino qua e là… per farlo con i mezzi pubblici tavolta prederesti tantissimo tempo, fra attese e tragitti, ovvero che fai? Chiedi mezza giornata di ferie ogni volta?

  24. Paoblog
    21 febbraio 2016

    un commento marginale, ma sapete la mia attenzione alla sicurezza stradale,

    Appoggiarsi ad un eventuale condivisione dell’auto (tu chiamalo car-sharing) e/o alla disponibilità di terze persone potrebbe causare l’utilizzo del mezzo senza il seggiolino per il bambino, tanto più per spostamenti che non è stato possibile programmare…

  25. £@
    23 febbraio 2016

    Ciao a tutti,
    io son dell’idea che un auto in famiglia bisogna averla, non importa se si vive in città o fuori, se si è ben serviti dai mezzi pubblici o se si è isolati.

    Per me uno dell’auto può ridune l’uso fino ad un certo punto, ma farne a meno tanto da non averla (come molti newyorkesi) proprio no. Magari si riesce ad terenerla ferma anche un mese intero o più.. ma ad un certo punto l’auto diventa necessaria o più semplicemente più conveniente.
    Dal semplice metterci meno tempo, al far prima passando dal mezzo più pratico al costo minore effettivo.
    Perchè in alcuni casi l’auto è più economica di dell’altrenativa.. vedi alcune zone rurali che si raggiungono con il treno e la corriera.

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