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Il libro di Martina: La sedicesima luna

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

La sedicesima luna

“Deus ex machina”, con questo termine si indica un avvenimento, un colpo di scena, un’azione improvvisa ed imprevedibile che l’autore mette in atto per salvare i suoi personaggi da una situazione difficile.

Vi faccio un esempio: tre persone sono sul ciglio di un burrone e stanno per essere attaccate da un branco di bestie feroci, sembra non ci sia alcuna via di fuga e le possibilità di sopravvivenza sono pari a zero, ma ad un certo punto, da nulla e senza alcun collegamento logico con la storia, spunta un elicottero che li issa a bordo e li salva.

L’avvenimento “arrivo dell’elicottero con annesso salvataggio” è appunto un “deus ex machina”.

E io odio i deus ex machina.

Con questa premessa, inizio a parlarvi di questo libro; la trama è abbastanza originale, Ethan, ragazzo che vive nello sperduto paesino di Gatlin e da cui non vede l’ora di andarsene, incontra e si innamora di Lena Duchannes, la sua nuova compagna di classe.

E fin qui nulla di strano, se non fosse che lei è una maga e che su entrambi grava una maledizione millenaria, infatti tutti i maghi al compimento di sedici anni devono essere reclamati o dalla luce o dalle tenebre.

O dalla luce o dalle tenebre.

O dalla luce o dalle tenebre.

Per forza.

L’ho ripetuto solo perché fosse ben chiaro, perché ci servirà più avanti. Emoticon smile

Allora, in soldoni, la maledizione implica che tutte le discendenti della famiglia Duchannes vengano reclamate automaticamente dalla parte delle tenebre.

Il romanzo si evolve in una serie di vicissitudini in cui i due ragazzi cercano una scappatoia per annullare il maleficio che grava su Lena, senza ottenere però il risultato sperato.

Alla fine il compleanno della ragazza giunge e lei deve essere reclamata. Fatto sta che non viene reclamata, ma fa qualche strano e mai nominato “abracadabra” e ferma la sua sedicesima luna.

Oh, fermi tutti, sento una vocina. Mi dice: “O dalla luce o dalle tenebre. O dalla luce o dalle tenebre. Per forza.”

Ecco, qui casca il deus ex machina.

Insomma non puoi prima dirmi che tutti (e sottolineo tutti) i maghi vengono reclamati alla loro sedicesima luna da una delle due fazioni, obbligatoriamente, senza eccezioni, per poi far sì che alla protagonista non accada! È una presa in giro!

Lena quindi finisce con non appartenere né alla luce né alle tenebre, finendo per rimandare la sua decisione al libro successivo, scelta che, credo, sia stata fatta solo per allungare ulteriormente il brodo e vendere più libri.

Il romanzo di per se non è neanche male, i personaggi sono apprezzabili, le descrizioni buone anche se a volte un po’ prolisse, il linguaggio è semplice e scorrevole, ma pecca gravemente sul finale.

Purtroppo.

 

 

 

 

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