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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Quota 1222

di Anne Holt

Einaudi – Pagg. 353 – € 19,00 > lo vendo ad € 6,00 + spese spedizione

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Trama: Hanne Wilhelmsen ha lasciato la polizia ormai da tempo – da quando un proiettile le ha leso la spina dorsale, costringendola per sempre su una sedia a rotelle.

Ora vive una vita ritirata, ai limiti della misantropia, da cui ha escluso vecchi amici ed ex colleghi. Ma la sua antica professione sembra perseguitarla.

Isolata in un albergo d’alta quota insieme agli altri passeggeri di un treno che ha deragliato, Hanne suo malgrado si ritrova a indagare.

Nell’hotel vengono infatti rinvenuti due sacerdoti uccisi. Prima uno poi l’altro. E tra gli ospiti si è scatenato il panico. Occorre quindi far presto, per evitare che l’assassino colpisca ancora.

Letto da: Paolo

Opinione personale: In questo caso la mia opinione lascia il tempo che trova, in quanto il libro è stato acquistato da Rok, vera appassionata dei gialli nordici ed io l’ho letto solo perchè sprovvisto di scorte.

Non che sia un libro brutto o mal scritto, è solo che non sono entrato in sintonia con la storia e meno che mai con il personaggio.

Vero che preferisco personaggi con i quali entrare in sintonia, ma è anche vero che leggo libri con personaggi che hanno comportamenti sgradevoli (vedi il vicequestore Schiavone). Niente da fare, con Hanne è nata solo un’antipatia a pelle.

Nel complesso lo svolgersi delle vicende tende ad essere un pò ripetitivo, ma d’altro canto se oltre 100 persone sono rinchiuse in un albergo, bloccata da una tempesta di neve senza fine, non è che si possa pretendere cambi di scena continui.

La storia è decisamente misteriosa e dal mio punto di vista cede sul finale, che non ho apprezzato; un episodio in particolare mi sembvra poco credibiule e mi riferisco ai due personaggi che estraggono le pistole in pubblico e nessuno li vede, tranne Hanne. Vero che è una buona osservatrice, però…

Quando ho chiesto a Rok se le era piaciuto, mi ha risposto “abbastanza”, il che vuol dire tutto e niente, visto che la maggior parte dei libri che legge rientrano in un giudizio “medio”. Ci sono poi quelli che “non regge” e solo in pochi casi azzarda un “mi è piaciuto molto”.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11 aprile 2016 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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