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I cittadini non votano, Renzi esulta; contenti voi…

Sala, candidato sindaco ha detto che “si sarebbe potuto evitare un referendum che costa 300 milioni e che probabilmente non raggiungerà il quorum, ma dal momento che 300 milioni si spendono, io faccio il mio dovere e vado a votare”. 

Aggiungo io: Per molti l’astensione è una forma di voto. E se quel 68% che non è andato alle urne ci fosse andato ed avesse votato NO non sarebbe stato meglio?

Quella sarebbe stata una vittoria sia di chi era reamente contrario sia della democrazia che a mio vedere è partecipazione e non astensione.

 Resta il fatto che non sapremo mai quanti di quel 68% si è astenuto per convinzione e quanti per menefreghismo.

Vedremo quindi ad ottobre, per il Referendum sulla riforma della Costituzione, se vincerà la partecipazione oppure l’astensione.

Per quel che mi riguarda, una volta di più…

mi dimetto

12 commenti su “I cittadini non votano, Renzi esulta; contenti voi…

  1. IlPrincipeBrutto
    18 aprile 2016

    Nota: per il referendum di Ottobre non c’e’ quorum.
    Ripeto: per il referendum di Ottobre non c’e’ quorum.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

    • paoblog
      18 aprile 2016

      e stranamente Renzi mette in gioco la sua permanenza a palazzo in base ai risultatti di un referendum senza quorum … 😉

  2. IlPrincipeBrutto
    18 aprile 2016

    >> e stranamente Renzi mette in gioco la sua permanenza a palazzo in base ai risultatti di un referendum senza quorum
    .
    Tu ci credi che se perde il referendum se ne va?
    .
    A me pare che con la propaganda a sua disposizione, si sente abbastanza sicuro di vincere anche il referendum di ottobre. La narrativa e’ gia’ bella che pronta:

    – e’ una riforma! e’ un cambiamento! e’ una rottamazione del vecchio. A molta gente la novita’ piace, e piace a prescindere che sia una novita’ per il peggio. E’ lo stesso mantra delle riforme, riforme che facciamo da vent’anni, e i cui risultati si vedranno sempre “l’anno prossimo”. Nel frattempo, il paese va in malora.
    .
    – e’ un taglio ai costi della politica! A molti questo basta e avanza. Abbiamo dato sessanta miliardi di Euro al fondo salva-stati, servito alle banche tedesche e francesi per rientrare dai crediti concessi alla Grecia, e nessuno ha detto bau. Ma per il miliardo scarso che si risparmiera’ abolendo il Senato, ecco che tutti drizzano le orecchie e si leccano i baffi. Vuoi mettere la soddisfazione, mandare a casa un po’ di politici? che i rimanenti saranno liberi di continare a rovinare il paese e’ per molti irrilevante: avranno la loro vittoria di Pirro, e saranno contenti.
    .
    – Da una parte hai un disneyficatore, un cazzaro che banalizza e butta in caciara e batuttine qualsiasi cosa (ricorda qualcuno?). E’ anche una persona che in tema di Costituzione e’ ignorante come uno scarpone, lui e la ministra che ha firmato le riforme, e la cui unica competenza e’ essere fotogenica e bigotta. Dall’altra parte hai dei giganti come Zagrebelsky o Barra Caracciolo, che sono chiari e pure accessibili, ma ignorati dla grande pubblico perche’ non vanno ne’ da Fazio ne’ da Vespa. Con queste condizioni di partenza, e’ difficile immaginare che ci si possa rendere conto di quanto orrenda e dannosa sia la riforma proposta.
    .
    Insomma, la vedo dura.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  3. £@
    18 aprile 2016

    Anche io ho fatto il mio dovere domenica, ho votato.
    🙂

    Ed infatti sono molto arrabbiato con chi ho scoperto (dei miei famigliari) non è andato a votare per pigrizia o chi (convinto fosse un suo diritto) ha preferito l’astensione.

    Ma a me a scuola, nelle ore di educazione civica mi hanno sempre detto che “la libertà di una persona finisce dove inizia quella di un’altra”.

    E pertanto credo, e son convinto che l’astensione non sia un diritto, se questo non fà raggiungere il quorum al referendum.

    E ribadisco che sarebbe meglio votare (non importa cosa) ma votare !!!
    Almeno se era il SI a vincere lo avremmo deciso noi del popolo e non l’astensionismo.

    giusto????
    😦

    • paoblog
      18 aprile 2016

      con me sfondi un portone aperto con questi argomenti….

  4. paoblog
    18 aprile 2016

    uno scrive in radio: “non sono andato a votare per stare a letto e recuperare il sonno perduto.”

    Vuoi dirmi che ha dormito dalle 7 alle 23? Ma quanto sonno arretrato aveva?

    Pensare che causa la bronchite asmatica io sabato mattina mi sono alzato alle 5.30…

    Scemo io potevo restare a letto tutta la domenica…

  5. Lorenzo
    18 aprile 2016

    Vero che l’astensione di ciascuno può invalidare il voto espresso da ciascuno degli altri cittadini; però è così che è stato designato l’istituto del referendum, in sè non è una malattia del sistema.

    (tra l’altro il dovere civico di voto ex art. 48 Cost. è diretto al voto delle elezioni, non dei referendum)

    Ora, capisco la rabbia di chi era sostenitore del sì, e che magari lo era dopo aver maturato una propria convinzione, e che si è visto rendere vano il voto dagli astenuti per pigrizia/disinteresse.

    Che dire però se avesse vinto il sì con quorum raggiunto, e con una buona metà di votanti che si sono convinti tramite video di propaganda e senza informarsi veramente? In quel caso i sostenitori consapevoli del no, e gli astenuti consapevoli, ne avrebbero avuto comunque da dire…

    Questo per dire che a mio avviso il tema vero è la qualità dell’andare/non andare a votare al referendum, più che l’atto in sè. Ed è un tema che lo schema “sì/no/astensione” non riesce a cogliere, perché dipende dal comportamento che tiene ciascuno che nessuno può di fatto imporre.

    Tra l’altro l’astensione a un referendum è molto diversa da un’astensione alle elezioni politiche: la prima è di fatto un modo di votare, la seconda è una coltellata auto-inflitta perché anche se è una forma di protesta, non eviterà che qualcuno venga eletto.

    Quindi a mio parere non è vero che in assoluto l’astensione va contro il diritto/dovere di partecipazione, ma dipende da che voto si tratta e, appunto, dalle basi che spingono ad astenersi.

    • paoblog
      18 aprile 2016

      | Che dire però se avesse vinto il sì con quorum raggiunto, e con una buona metà di votanti che si sono convinti tramite video di propaganda e senza informarsi veramente? |

      Il discorso però vale anche al contrario ed avrei preferito perdere per l’espressioone di un massiccio voto contrario piuttosto che per un’astensione di massa.

      Ipotizzando che l’astensione equivalga ad un’espressione di voto contraria al quesito nello specifico oppure alla questione in senso generale, perchè non andare a votare NO? Oppure andare a votare scheda bianca?

      Anche se in linea generale posso accettare che “non è vero che in assoluto l’astensione va contro il diritto/dovere di partecipazione, ma dipende da che voto si tratta e, appunto, dalle basi che spingono ad astenersi.” abbiamo la certezza che la gente non sia andata a votare per dare un segnale tramite l’astensione oppure per puro disinteresse? Ovviamente no, per cui ognuno la vede come vuole…

      Renzi vede l’astensione come un successo personale (!) io come un fallimento generale.

      Chi ha ragione?

      Lo vedremo in futuro, tuttavia considerando le percentuali di astensione nelle ultime elezioni: Nazionali 2013: 25% – Europee 2014: 42,8% – Regionali 2015: 48% … mi sembra una tendenza al rialzo, tanto più che le elezioni Regionali, nel concreto, ci riguardano ancor più delle Nazionali.

      Nel caso dei Referendum ha sicuramente pesato l’invito diretto di Renzi, tuttavia mi sembra che anche in cabina elettorale prevalga la filosofia nazionale del “me ne frego”.

      Leggi anche: Politici opportunisti e cittadini disinteressati

      P.S. Vediamo come sarà l’astensione alle Comunali.

      • Lorenzo
        18 aprile 2016

        — Ipotizzando che l’astensione equivalga ad un’espressione di voto contraria al quesito nello specifico oppure alla questione in senso generale, perchè non andare a votare NO? —

        Perché andando a votare, anche “no”, si aumentano le possibilità che il quorum venga raggiunto e vinca il “sì”. So che può sembrare opportunista, ma è il funzionamento del sistema referendario che lo permette.

        Tra l’altro anche se fosse opportunista certamente non è quello che hanno pensato molti astenuti, che appunto non hanno votato per menefreghismo (qui son d’accordo, inutile girarci molto intorno) e dunque hanno tagliato la testa al toro xD In generale comunque condivido le tue preoccupazioni, non tanto per il sì/no di questo referendum ma per il senso di appartenza alla comunità che scarseggia…

      • paoblog
        18 aprile 2016

        | comunque condivido le tue preoccupazioni, non tanto per il sì/no di questo referendum ma per il senso di appartenza alla comunità che scarseggia…!

        Ed infatti le mie non sono recriminazioni per la perdita del Referendum, ma per la pronta adesione di massa all’invito all’astensione… sempre che ci fosse bisogno di un invito in tal senso.

    • IlPrincipeBrutto
      19 aprile 2016

      >> (tra l’altro il dovere civico di voto ex art. 48 Cost. è diretto al voto delle elezioni, non dei referendum)
      .
      Cito dall’articolo in questione:
      >> Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
      .
      Non mi pare si faccia alcuna distinzione sul tipo di voto.
      .
      sicuri si diventa, Ride Safe.

      • Lorenzo
        19 aprile 2016

        L’articolo però è annoverato tra i diritti politici, e al I comma si fa esplicito riferimento agli “elettori”. Comunque è anche larga opinione in dottrina che i costituenti facevano riferimento proprio al voto elettorale. 😉

        Ad ogni modo non cambia la sostanza delle cose, anche se fosse un dovere il voto al referendum non sarebbe sanzionabile e – soprattutto – non coglierebbe la vera distinzione: cioè tra partecipazione informata e non informata/asociale.

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