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Il libro di Martina: Il castello errante di Howl

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

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Avete presente il celebre lungometraggio di Myazaki, quello dove una ragazza, vittima di un sortilegio, si ritrova nel corpo di un’arzilla nonnetta e deve seguire un eccentrico mago nel suo strampalato castello semovente?

Ottimo, perché, come avrete già intuito, quel film d’animazione è stato ispirato dal libro di Diana Wynne Jones di cui vi parlerò questa settimana.

Allora, il libro è molto diverso dal film, dai personaggi, ai loro ruoli ed ai loro caratteri; partiamo dallo stesso Howl, il mago, che nel film è molto “pace e amore”, nel senso che l’hanno reso troppo gentile ed affabile, diversissimo dal vanesio, donnaiolo svogliato ed altezzoso Howl del libro (che io preferisco, avendo un debole per i personaggi dalla lingua tagliente; come dimenticare il suo: << Per tutti diavoli dell’inferno… che sbornia! >>?).

Anche Sophie è molto diversa, nel libro è più combattiva, più forte e nutre un sentimento piuttosto ambiguo per il giovane mago, inizialmente lo odia con tutta se stessa e lo si nota palesemente durante la lettura, mentre nel film questa contrapposizione non è stata a sufficienza marcata, secondo me.

Calcifer poi, il borbottante e criptico demone del fuoco, da un mostriciattolo con la faccia viola, gli occhi rossi e dalle lingue di fuoco che gli fuoriescono dalla bocca è diventato una fiammella obesa dagli occhioni tondeggianti (carino è carino, ma non corrisponde neanche lontanamente a quello descritto nel libro).

Poi ci sono altri personaggi che cambiano totalmente il loro ruolo ed altri che vengono totalmente omessi; la strega delle Lande che diventa buona?

Michael, l’apprendista di Howl, che diventa Markl e da adolescente viene presentato come un bambino?

Martha e Lettie che diventano un unico personaggio?

Il principe Justin, un personaggio chiave nel libro, che viene eliminato totalmente?

Ed il mago Suliman che diventa una donna??

Boh.

Tornando al libro (altrimenti sembra che io stia recensendo il film!), esso è davvero magico, popolato da personaggi strani ed originali, creature mistiche, demoni del fuoco e stelle cadenti, ed oggetti magici come gli stivali delle sette leghe ed il castello dello stesso Howl. Ambientazione fantastica e descrizioni da togliere il fiato.

Solo lo scontro finale con la strega delle Lande avrei voluto avesse qualche pagina in più, perché, per i miei gusti, si è concluso un po’ troppo velocemente.

Comunque “Il castello errante di Howl” rimane un ottimo romanzo sia per adulti che per ragazzi e ricalca le orme del classico fantasy con magie, maledizioni, incantesimi, streghe, maghi, apprendisti e quant’altro.

L’unica pecca è che è davvero, davvero difficile da reperire (io ho avuto la fortuna di trovarlo usato in una libreria ibs quando ero in vacanza) ed il suo prezzo è un po’ alto per un libro senza la copertina rigida (lo so, sono fissata).

Leggetelo ed, in caso vi piacesse, l’autrice ha realizzato ben due seguiti (“Il castello in aria” e “La porta per ognidove”) tradotti e disponibili in italiano, pubblicati dalla medesima casa editrice del suddetto.

 

 

 

 

 

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