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Deforestazione: nuove dighe in Brasile scatenano gli speculatori

Se verranno costruite, le dighe di Tapajos non allagheranno soltanto un’area estesa quanto la città di New York in barba ai diritti delle popolazioni indigene.

Il rischio collegato ai nuovi impianti che dovrebbero sorgere nel cuore dell’Amazzonia è l’aumento vertiginoso della deforestazione.

Il meccanismo che si sta per innescare è questo. Per costruire le dighe viene impiegata manodopera proveniente da molte piccole aziende locali.

Con i profitti che ne ricaveranno, è estremamente probabile che puntino ad accaparrarsi quanta più terra possibile per coltivare soia e allevamenti estensivi.

Come?

Iniziando una deforestazione serrata. Il perché lo spiega Philip Fearnside, docente al National Institute for Amazonian Research e co-autore dello studio: «Molta terra in Amazzonia non ha uno status legale ben definito. Perciò gli speculatori occuperanno le terre “senza titoli” e abbatteranno gli alberi per attestare una sorta di diritto di proprietà».

Il progetto è stato congelato lo scorso aprile grazie al polverone sollevato dal mondo ambientalista riguardo i diritti degli indigeni.

indigeno amazzonia

Ma i tassi di deforestazione in Brasile sono in forte risalita già da qualche tempo, registrando un balzo del 16% nel 2015: l’Amazzonia sta scomparendo al ritmo di due campi da calcio al minuto.

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