Durante le abituali vacanze in Trentino ho avuto modo di constatare una volta di come vi sia maggiore civilità e rispetto al punto tale che persino gli automobilisti milanesi si fermano a far passare i pedoni sulle strisce, invece che schivarli oppure centrare nel posteriore quello che si ferma. 😉
Però questa maggior civiltà non sembra aver contagiato i ciclisti, di qualsiasi provenienza, come dimostrano le foto che seguono.
Il cartello mi sembra che non ammetta repliche.
…e le bici in questo punto del percorso ciclo-pedonale devo essere spinte perchè il passaggio è stretto, costeggia il porticciolo e ci sono un paio di punti ciechi, ragion per cui è facile che dall’angolo spuntino bambini, cani o gruppi di persone.
Ed infatti eccolo qua il ciclista che spinge, ma sui pedali…
Cambiamo regione ed eccoci in Lombardia, da sempre territorio di anarchia, (rima involontaria) e più precisamente sulla ciclopedonale che costeggia il naviglio, nel tratto tra Boffalora e Bernate.
Nel tratto comune, si vede di tutto, dai ciclisti appaiati ai gruppi di pedoni che ondeggiano a destra e sinistra, per cui la maleducazione dell’uno si somma a quella degli altri, però ad un certo punto il percorso si biforca per un breve tratto e la segnaletica è chiara: pedoni da una parte e ciclisti dall’altra.
Eppure…
Integrazione…
Un cartello visto a Borghetto sul Mincio … e se c’è stata la necessità di apporre questi cartelli vuol dire che i ciclisti mollavano le loro biciclette in ogni dove…
I commenti sono chiusi.
>> in realtà il tratto dei ciclisti dopo poco sfocia in un sottopasso e quando risbucano sono subito sul tratto comune…
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Ho visto, ma non vorrai mica fargli fare qualche metro sotto il sole.
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sicuri si diventi, Ride Safe
in realtà il tratto dei ciclisti dopo poco sfocia in un sottopasso e quando risbucano sono subito sul tratto comune…
>> Eppure…
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Uno dei due tratti e’ in ombra 🙂
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sicuri si diventa, Ride Safe