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“Riciclo di Classe”, quando le buone pratiche fanno scuola

2008-il-ciclo-del-riciclo_per-sito-Le buone pratiche della gestione dei rifiuti tornano tra i banchi di scuola.

A portarcele è “Riciclo di Classe“, il nuovo progetto realizzato da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, in collaborazione con Corriere della Sera.

L’iniziativa si rivolge alle scuole primarie sull’intero territorio nazionale, e si propone un obiettivo semplice, e al tempo stesso complesso: dar vita ad una nuova generazione di “nativi ambientali”.

Come?

Sostenendo l’educazione alla corretta separazione dei rifiuti di imballaggio e al riciclo come atto di responsabilità individuale verso il Pianeta, e di acquisizione dei valori di cittadinanza.

Il progetto Riciclo di Classe coinvolge sia studenti che insegnanti e prevede due differenti moduli – il primo rivolto al triennio e il secondo alle classi quarte e quinte – con attività di complessità crescente fino alla realizzazione di materia prima riciclata attraverso un procedimento semplice e divertente.

Le classi interessate potranno aderire a Riciclo di Classe fino al 10 marzo 2017, e inviare i propri elaborati per poter accedere al concorso dedicato, relativo a un progetto di trasformazione in materia prima seconda dei rifiuti di imballaggio, che mette in premio una giornata di animazione sul tema del riciclo per i primi classificati e librerie modulari in cartone riciclato per le classi seconde e terze classificate.

I materiali di Riciclo di Classe, maggiori informazioni sul concorso e ulteriori approfondimenti sono scaricabili su www.riciclodiclasse.it e www.conai.org.

Fonte: “Riciclo di Classe”, quando le buone pratiche fanno scuola

2 commenti su ““Riciclo di Classe”, quando le buone pratiche fanno scuola

  1. £@
    12 ottobre 2016

    Non vorrei fare il polemico ma… se poi l’omino del camion della raccorta poi mette tutto insieme, che senso ha?

    Oppure se a Milano c’è un tipo di raccolta con colori e separazioni per cui la plastica e le lattine vanno insieme nel sacchetto giallo… ma poi a pochissime decine di chilometri in un altro Comune (non faccio il nome) il colore non è più il giallo e le lattine vanno insieme al vetro… uno non è che può impararli tutti a memoria. Non si possono mettere daccordo e farti tutti uguali? boh

I commenti sono chiusi.

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