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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

La mia banca “era” differente, vien da dire…

pensieri paroleComincio il post con un ragionamento ipotetico.

Hai attivato in banca un servizio con canone annuale ed il giorno successivo al (tacito) rinnovo, ti ricordi che volevi dare la disdetta?

Secondo te la banca ti addebiterà l’interno canone annuale oppure accetterà la disdetta in ritardo?

Buona la prima, che la banca sa fare i suoi conti e non guarda in faccia nessuno.

D’altro canto, come in ogni settore, ci sono regole che definiscono i rapporti fra banca e cliente e quindi se TU dimentichi i tuoi doveri contrattuali, va da sè che devi pagarne il prezzo.

Diritti & doveri. Ognuna delle parti in causa ha i primi e deve (dovrebbe) rispettare i secondi.

Usciamo dalle ipotesi e torniamo nel mondo reale.

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La mia banca è differente, così recitava un noto spot, e tutto sommato negli ultimi anni ho toccato con mano cosa voglia dire essere una persona prima che un numero di conto corrente, in pratica come avveniva parecchio tempo fa alla Rolo Banca.

Però ultimamente quelli della Sede mi stanno facendo girare le “scatole” con un comportamento che non esito a definire scorretto alla base ed ancor di più considerando i numerosi solleciti a fare quello che è da fare, inviati tramite l’agenzia.

Il fatto.

Il 2 maggio 2016 l’agenzia dove ho il conto si è trasferita in altri locali, a poche centinaia di metri, ma non potendo più offrire il servizio delle cassette di sicurezza, ha chiuso unilateralmente il contratto in corso.

Logica dice che se chiudi un contratto, per il quale ho pagato un canone annuale, mi devi rimborsare delle mensilità non godute per una tua decisione e secondo me il rimborso deve avvenire automaticamente, con la stessa velocità con la quale, ad esempio, mi addebiti eventuali interessi negativi in caso di sforamento dal fido.

Persino la Regione Lombardia mi ha rimborsato il bollo auto non goduto in 6 settimane….

Con la banca, invece, non è successo ed allora dopo un paio di mesi sono andato a chiedere lumi in banca; avendo incrociato nel medesimo tempo sia il direttore sia il vice, entrambi mi hanno detto di mandare una richiesta in tal senso via mail in agenzia, che loro l’avrebbero poi inoltrata in sede.

(Va da sè che tutti quelli che non invieranno una richiesta si attaccheranno...al tram)

Detto, fatto ed ovviamente nulla è successo. Tenete presente che si parla di qualche decina di € che però mi spettano di diritto.

A fine agosto ed a metà settembre ho sollecitato l’agenzia ed il vice-direttore si è stupito del fatto che non avessero ancora provveduto ed ogni volta mi ha garantito che avrebbe sollecitato e non ho motivo di dubitare della cosa, visto che ha sempre fatto quello che prometteva.

Ma il rimborso non arriva.

Venerdì scorso, visto che erano passati 3 mesi dall’invio della mail con la richiesta di rimborso sono tornato alla carica e visto il rapporto amichevole con il vice ho usato toni un pò più forti.

In sintesi gli ho detto che tre mesi per rimborsarmi quello che mi è dovuto mi sembra troppo, che se quelli della sede se ne fottono delle mail di sollecito vuol dire che “la banca non è poi così differente” dalle altre e che avrei sollecitato ogni 15 giorni, e che la prossima volta gli avrei chiesto l’indirizzo mail del responsabile in sede così mi sarei incazzato con la persona giusta.

Quando nel Gruppo FB ho accennato a mia sorella mi ha risposto: cambia banca, ma obiettivamente non è che al primo screzio con la moglie, uno divorzi… 😉

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Resto dell’idea che si possa tentare di risolvere le questioni con un approccio civile, salvo poi guerreggiare (metafora, sia chiaro) se sarà il caso.

Ed infatti ho poi terminato il discorso dicendogli che non è che chiuda i conti correnti per questa storia, ma non è la maniera corretta di agire.

In ogni caso, come accade nel mondo del lavoro, si conferma che sono sempre degli oscuri burocrati della direzione a rovinare i rapporti costruiti sul campo fra le parti.

Aggiornamento del 25 ottobre 2016 – Chi la dura la vince e, detto per inciso, cambiare banca per uno screzio, sarebbe in ogni caso stata una sconfitta per me… vedere il “movimento” invece è una vittoria.

movimento

Meglio tutelarsi per niente piuttosto che farsi trovare impreparati, per cui leggi:  La rivolta del correntista. Come difendersi dalle banche e non farsi fregare

 

 

2 commenti su “La mia banca “era” differente, vien da dire…

  1. IlPrincipeBrutto
    24 ottobre 2016

    Tu alla banca non devi nulla; ne’ affetto, ne’ devozione, ne’ gratitudine. E nemmeno amore, ovviamente. Ne’ alla banca, ne’ alle persone dentro la banca, che singolarmente possono anche essere ottime, ma sono nei fatti impotenti quando potrebbero fare la differenza..
    Ergo, cambiala subito.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

    • paoblog
      24 ottobre 2016

      Non sono sposato con la banca, tuttavia non la cambio per una diatriba da qualche decina di Euro, per cui mi batto per il rispetto dei miei diritti sino all’esaurimento (loro).

I commenti sono chiusi.

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