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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il giornalista “di peso” piuttosto che ammettere l’errore si arrampica sugli specchi…

In sintesi uno scambio fra Paolo Attivissimo e Gianni Riotta che ho letto oggi e che la dice lunga sulla qualità dell’Informazione, perchè se errare è umano, perseverare è diabolico, come si suol dire.

Nell’articolo ovviamente ci sono tutti gli screenshot che testimoniano il battibecco, perfettamente evitabile con l’ammissione dell’errore da parte di Riotta che invece ha preferito incaponirsi e portare a casa il risultato, con toni di scherno che a me, da semplice lettore, hanno provocato una forte irritazione.

unavignettadipv.it

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Contrariamente a quanto hanno pubblicato vari giornalisti, va chiarito però che Glenn non fu il primo uomo nello spazio (quello fu il russo Yuri Gagarin, il 12 aprile 1961) e non fu il primo americano nello spazio (quello fu Alan Shepard, il 5 maggio 1961). Glenn fu il primo americano che andò nello spazio e fece almeno un giro (orbita) intorno alla Terra.

Il più notevole fra i vari giornalisti italiani che ho visto twittare erroneamente sull’argomento è stato Gianni Riotta, che ha tweetato parlando di “primo americano nello spazio”.

Quando gli ho fatto notare l’errore basilare di storia (come hanno fatto molti altri), Riotta ha insistito dicendo di avere ragione lo stesso, con toni di compatimento verso di me che ho osato correggerlo, nonostante io gli abbia citato come fonti la NASA e Scientific American.

Il giornalista ha poi proseguito con altri tweet molto eloquenti invece di fare la cosa più semplice: ammettere l’errore e correggerlo.

L’errore di Riotta e di tanti altri è che non sanno che andare in orbita e andare nello spazio sono due cose differenti. Infatti si può andare nello spazio senza necessariamente andare in orbita.

Che Riotta non sapesse di questa distinzione tecnica è comprensibile, ma che di fronte a una correzione ben documentata (non solo mia, ma di tanti altri, con dovizia di fonti e citazioni) risponda piccato e non ammetta l’errore è un classico esempio dell’atteggiamento arrogante di tante grandi firme del giornalismo italiano.

lettuta integrale qui: Il Disinformatico

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2016 da in Bufala, Antibufala ed Inesattezze, Leggo & Pubblico, Tecnologia, Scienza, Web & C. con tag , , , , .
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