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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Berlino 1944

di Harald Gilbersvenduto

Emons – Pagg. 389 – € 15,00 > lo vendo ad € 7,50 + s.s.

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Trama: Oppenheimer è un ex commissario ebreo espulso dalla polizia, e tollerato solo perché sposato con un’ariana. Nella Berlino del 1944 è una posizione delicatissima.

Quando però una serie di donne vengono trovate assassinate accanto ai monumenti ai caduti, Oppenheimer, miglior commissario che la città abbia mai avuto, viene chiamato dalle stesse SS a risolvere il caso.

Durante le indagini sarà considerato un ariano, ma nella Berlino del ’44, all’avvicinarsi dello sbarco degli alleati, l’orrore della guerra e dell’abisso dell’animo umano accompagneranno le sue ricerche e la sua coscienza.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Parto dal fondo ovvero ho letto che questo è il primo libro di una Trilogia ed ancor prima di finire la lettura sono andato a vedere se erano stati pubblciati i libri seguenti. Purtroppo no 😦 per cui dovrò tenere d’occhio le prossime uscite della Emons.

Va da sè che si sarà già capito che il mio giudizio personale è ai massimi livelli ed infatti questo libro sarà classificato come Ottimo.

La storia è simile ad altre già lette negli ultimi mesi, con un ebreo che si deve giocare con le SS un trattamento più umano in cambio di servizi più o meno professionali, cosa questa che ovviamente comporta un dilemma morale, che ogni personaggio affronta a modo suo ed ogni volta cerco di calarmi nei suoi panni.

Non ultimo c’è da tenere in considerazione il lato umano, in quanto ognuno “scopre” l’altro, al di là della propaganda di partito e delle esperienze personali. Forse qualche SS ha ancora un briciolo di umanità dentro di sè, forse un ebreo riuscirà a dialogare con il persecutore.

Sempre facendo riferimento ad altre lettura, uno su tutti Bernie Gunther (di Philip Kerr) sembra che a Berlino tra il 1936 ed il 1945 si siano dati da fare parecchi assassini seriali particolarmente brutali, come se la violenza quotidiana, che fossero le bombe sganciate dagli inglesi oppure le torture della Gestapo, non fosse sufficiente.

Mi è piaciuta la storia ed anche i personaggi, credibili e nei quali si scava abbastanza per farceli conoscere al meglio; ho solo una piccola perplessità circa il trattamento iniziale del capitano delle SS nei confronti del commissario ebreo ovvero mi sembra che lo abbia trattato con modi troppo rispettosi.

La mia ovviamente è un’analisi di testa, ma nel contesto specifico anche se l’SS ha chiesto l’aiuto di un ebreo, mi sembra strano che da subito gli dia del Lei e lo chiami Signor Oppenheimer, evitando di rivolgersi in tono più brusco e minaccioso, come peraltro hanno fatto quasi tutti nel proseguo della storia.

Fermo restando che l’SS si conferma una persona che sa essere brutale, in questa indagine è anche professionale e non mi stupisce si inneschi una sorta di rispetto reciproco, che nulla toglie alle problematiche di questo rapporto a dir poco anomalo e rischioso per entrambi.

Il libro l’ho letto in una settimana circa, il che è poca cosa, visto che leggo solo prima di dormire, anche se un paio di sere ho dovuto forzarmi per metterlo sul comodino. 😉

E’ consigliato, ma come sempre lo sconsiglio ai lettori più sensibili, in quanto anche se la violenza non è gratuita ed esibita come capita sempre più spesso in certi libri, è altresì vero che si parla di tempi di guerra, con l’aggravante della persecuzione razziale (e non), per cui va da sè, anche la sola atmosfera è permeata di brutalità, fosse anche solo psicologica.

Nota a margine: Vado sempre a controllare il titolo originale del libro, in quanto trovo assurda l’abitudine di molte case editrici di stravolgere completamente il titolo; posso capire una traduzione adattata all’italiano solo quando il titolo stesso contiene, ad esempio, un termine che risulterebbe incomprensibile se tradotto, sennò sarebbe il caso di rispettare il titolo scelto dall’autore.

In questo caso il titolo originale era Germania e le ragioni di questa scelta si capiscono subito leggendo la prefazione dell’autore, tuttavia il titolo italiano Berlino 1944 in questo caso ci sta, in quanto anche se non rispetta la scelta originale, in ogni caso non è fuorviante; è altresì vero che solo i più ferrati, storicamente parlando, avrebbero potuto capire da subito il significato del titolo originale.

Siamo sinceri, è piacevole scoprire che la recensione è stata apprezzata dalla Casa Editrice… 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 17 gennaio 2017 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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