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Il libro di Martina: I migliori (e peggiori) libri letti nel 2016

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

per questa volta mi sono permessa di non pubblicare la solita recensione, ma di proporvi qualcosa di leggermente diverso.

In quest’occasione mi piacerebbe parlarvi dei  libri migliori che ho letto nel 2016 e dei libri peggiori, una specie di “resoconto” libresco dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle.

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Iniziamo. Ecco la “top three” dei libri migliori letti nel 2016:

#3 Half Lost (Sally Green)

Al terzo posto abbiamo Half Lost, che, come ho già spiegato nella recensione dedicata a questo libro, nonostante i primi due terzi di libro fossero scritti davvero davvero male, questa storia possiede un finale degno di nota.

Imprevisto. Scioccante. Che non si dimentica. Ed ogni tanto, lo ammetto, ci ripenso ancora, quindi, dato che ne sono rimasta colpita così tanto, questo libro non poteva non meritarsi un posto in classifica.

#2 De profundis (Wilde) e Il sentiero dei nidi di ragno (Calvino)

Qui c’è un pari merito. Sono entrambi due libri favolosi, scritti più che divinamente. Non sono riuscita a sceglierne uno solo da piazzare al secondo posto, perché entrambi, davvero, meritano di essere letti almeno una volta nella vita.

Il de profundis di Wilde ha una musicalità ed una scelta dei termini così azzeccata che vien voglia davvero di leggere il libro ad alta voce e non semplicemente a nella propria testa; poi è narrato in seconda persona quindi, dato che io amo questo tipo di narrazione, sarebbe stato promosso quasi a priori.

Dall’altro canto Il sentiero dei nidi di ragno può sembrare il classico romanzetto sulla guerra che danno da leggere alle scuole medie. Non si può pensare a nulla di più sbagliato.

La narrazione è molto leggera, lo ammetto, ma i temi trattati sono reali e crudi ed è bello come l’autore sia riuscito a bilanciare magistralmente le due cose. Ed il nono capitolo beh, quello me lo rileggerei fino ad impararlo a memoria.

#1 La bella estate (Pavese)

Quest’anno il primo posto se lo aggiudica “La bella estate” di Cesare Pavese.

Un libro che parla del non volersi omologare con la massa, ma, alla fine del non riuscire a farne a meno; del voler essere se stessi, unici, integri, ed allo stesso tempo come gli altri. Diversi e non diversi.

Il volersi distanziare da tutti ed allo stesso tempo il non riuscire a fare a meno di pensare che essere diversi dagli altri ci rende strani, non conformi ai canoni.

Lo stile unico di Pavese ha reso poi il tutto più reale, intenso e concreto, facendomi immergere totalmente nella storia.

Ed ora passiamo alla “flop three” ovvero la classifica dei peggiori libri letti durante l’anno passato:

#3 La meccanica del cuore (Mathias Malzieu) e Harry Potter e la maledizione dell’erede (J.K.Rowling e altri che non ricordo)

Anche qui ben due libri si contendono il terzo gradino della classifica. Di entrambi credo di aver parlato a sufficienza nelle apposite recensioni, quindi, un po’ per pigrizia, un po’ perché non amo ripetere concetti già detti, vi rimando a quelle che potete trovare tranquillamente in pagina. 😉

#2 Ti prendo e ti porto via (Ammaniti)

Lo ammetto: io ci ho provato. L’ho letto tutto, fino alla fine, ma proprio, niente, non mi è piaciuto. Sarà che si discosta infinitamente dall’Ammaniti di “Io non ho paura” ed “Io e te”, sarà lo stile un po’ “bukowskiano”, sarà quel grezzone volgare e maschilista di Graziano Biglia, sarà tutto l’insieme, ma, per un mio gusto personale, questo libro è stata una delusione più che amara.

Troppi personaggi inutili, uno stile di narrazione troppo “pop”, con tanti, nauseanti, inserti commerciali e quant’altro e volgarità a palate.

Capisco la tematica del riscatto, del voler cambiare la propria vita, dell’insoddisfazione che accomuna tutti i personaggi ed allo stesso tempo della loro impossibilità di cambiare, ma lo stile utilizzato per la narrazione, troppo frivolo, secondo me, ha rovinato tutto.

Ho ammirato anche la capacità dell’autore di gestire così tanti personaggi e di creare una trama che, bene o male, li accumunasse tutti.

Ammaniti poi è abbastanza famoso per i suoi finali shock; bene, questo è stato sì inaspettato, ma anche con poco senso, perché io non riesco ad incolpare totalmente Pietro per la morte di Flora Palmieri e, nonostante ciò, lui se ne addossa tutta la responsabilità. La frase finale inoltre, quella che da il titolo al romanzo, l’ho trovata davvero inquietante.

Immaginate che il vostro fidanzatino delle scuole medie sia rimasto in carcere per sei anni per aver ucciso la propria professoressa e che, ora, stia per uscire di galera. Immaginate che vi scriva una lettera e che questa si concluda con: “ti prendo e ti porto via”.

Davvero, davvero inquietante.

#1 Love 1.5 (L.A.Casey)

Beh, il podio (ed il che era anche abbastanza prevedibile) non poteva che meritarselo il CAPOLAVORO del trash partorito dalla florida e brillante mente di L.A.Casey!

Questo gioiellino dei libri che NON dovrebbero esistere si aggiudica la medaglia d’oro del peggior libro letto in questo 2016. Per saperne di più, vi rimando, come prima all’apposita recensione.

Nota di Paoblog: le recensioni di Martina pubblicate nel Blog le trovi QUI

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