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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Come aprire la porta dell’auto senza stendere un ciclista; ma non basterebbe un pò di attenzione?

5165-salvaiciclistiLeggo di una tecnica insegnata nelle scuole guida olandesi per aprire la porta dell’auto per accertarsi che non stia arrivando un ciclista.

Ben venga ogni sistema per alzare la sicurezza stradale, tuttavia in questo caso sono perplesso, in quanto questa mattina ho fatto una prova sul campo 🙂 ed ho constatato che per quel che riguarda l’apertura della Yaris, (sarà che ho le braccia lunghe?), ma anche se uso la mano destra per aprire, non mi devo voltare.

In realtà, senza tanti trucchetti, sarebbe sufficiente GUARDARE se arriva qualcuno PRIMA di APRIRE che il problema non sono solo ciclisti e motociclisti.

Se apri mentre passa un’auto (o bus) la porta te la giochi (e magari si porta via pure il braccio), per cui è necessario essere CONCENTRATI su quello che si sta facendo.

Ecco, forse il problema è questo, essere concentrati. Perchè troppi fanno dell’altro mentre sono in auto, salvo lamentarsi su FB se gli stessi comportamenti li ha il conducente del bus

Ed una volta di più tornano d’attualità le parole di Siegfried Stohr:

“Molte persone confessano la loro ignoranza su tanti argomenti (escluso il calcio); altre confessano molte loro incapacità: a scrivere, a far di conto, ad avere memoria, a lavorare con le mani.

Difficile trovare chi affermi di guidare male: al massimo si definiscono prudenti. Forse perchè capiscono inconsciamente che guidare bene richiede intelligenza.

Servono infatti capacità mentali e manuali, sensoriali, percettive, coordinamento oculomotorio, capacità di previsione e di lettura visiva del movimento, capacità di decodifica della segnaletica e di immersione nel flusso del traffico.

Ecco perchè non si accetta volentieri di guidare male, perchè per guidare servono molte intelligenze.”

Includo il pensiero dell’Amico Angelo R:

Che il semplice “buon senso” che normalmente già di per se genera attenzione, debba essere “aiutato”, nel caso specifico, da una particolare “tecnica”, mi preoccupa un po’!

Poi ci vorrà una particolare tecnica per scendere le scale in giornate fredde quando c’è il rischio di verglass, un’altra tecnica per …. e così via!

Visto che si parla di ciclisti, ieri leggevo di un incidente che ha coinvolto un anziano ciclista, finito all’ospedale a seguito dell’urto con l’auto.

Ovviamente faccio riferimento a quanto letto sul giornale e mi piacerebbe che ogni tanto le notizie fossero aggiornate con i risultati dei rilievi della Polizia Locale, ma ora come ora la dinamica su cui mi baso è quella raccontata dall’automobilista: “Non l’ho nemmeno visto: ho sentito una botta e mi sono visto una figura nera sul parabrezza. Passavo con il verde però e il ciclista era vestito di nero“.

Sarà l’ennesimo ciclista senza il gilet ad alta visibilità che è OBBLIGATORIO e probabilmente senza luci? Se poi è pure passato con il rosso, siamo a posto.

Ogni mattina arrivando a Milano, in viale Jenner incontro un ciclista che ha un faro anteriore bianco lampeggiante ed una minuscola luce posteriore blu (perchè non rossa?) peraltro poco visibile in quanto inserita nelle borse in tela posteriori.

Fortunatamente indossa sempre il casco, ma nero, come nero è l’intero abbigliamento. Nessuna traccia del gilet ad alta visibilità che, se si chiama così, c’è un perchè, ovvero permette a tutti di vederlo bene anche da lontano.

ciclisti gilet

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