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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il libro di Martina: Golden son

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

Dopo che “Red rising” mi aveva fatto venire la tachicardia durante l’intera lettura del romanzo mi aspettavo davvero un seguito col botto.

È stato così?

Ni.

In quanto a colpi di scena, azione, intrattenimento e suspance “Golden son”, diciamo, mantiene le sue promesse.

L’adrenalina tra le pagine scorre a litri (se l’adrenalina effettivamente si misuri in litri. Non ne ho idea, ma suona piuttosto bene) e ci si ritrova comunque costantemente incollati alle pagine, macinando capitoli su capitoli.

Ma ci sono due lampanti difetti, a mio parere, in questo romanzo.

Il primo è il grande salto temporale che intercorre tra la fine di “Red Rising” e l’inizio di “Golden son” che lascia abbastanza interdetto il lettore che si aspetta che il primo capitolo di “Golden son” veda Darrow seguire Augustus subito dopo il diploma all’Istituto.

Tutta la parte relativa alla trasformazione di Darrow in uno Sfregiato Senza Pari, la sua permanenza in Accademia, il trattamento ricevuto da Augustus, l’evoluzione del suo rapporto con Virginia, Lorn au Arcos eccetera… viene completamente omessa e questo buco nella trama serve solo per tirarci fuori fatti ed avvenimenti per stupire il lettore durante i capitoli successivi.

Darrow affronta Cassio?

Benissimo. Tutti penseranno che non sappia combattere. Che Cassio sia il migliore e lo farà fuori

E INVECE NO!

Perché nel buco di trama lui si è allenato nella Tecnica del Salice insegnatagli nientepopodimeno che da Lorn au Cornus! (Inserire sarcasmo QUI)
Tutto puzza terribilmente di Deus ex machina.
E questo era solo un esempio.

Il secondo difetto è che non si capisce dove la storia voglia andare a parare. Se in “Red Rising” era palese che l’obiettivo di Darrow all’Istituto era conquistare i vessilli nemici e far trionfare Casa Marte, qui non si comprende appieno il suo scopo ultimo.

Ok portare avanti la causa dei figli di Ares.
Ok fare in modo che il sogno di Eo non venga dimenticato.
Ok non farsi cacciare da Augustus e finire tra le grinfie dei Bellona, ma…

Scatenare una guerra civile tra gli Oro? A che pro se anche lui rischia di rimetterci la pelle?
Aizzare gli Augustus contro la Sovrana? Per poi finirla come? A vagare nello spazio con tutte le Casate alle calcagna?

Darrow dice sempre di avere un piano quando in realtà idea un piano man mano che le circostanze si evolvono. Non si capisce il suo fine ultimo.

Sterminare gli Oro?
Far cadere la Sovrana?
Eliminare i Bellona?

Cosa ne farà poi degli Augustus? E di Mustang? Roque e Lorn? Sono i suoi amici, come lui stesso afferma, ma combattere dalla parte dei Figli di Ares significa combattere contro gli Oro; non può permettersi il lusso di farseli amici.

Mah.

Punto a favore per il finale, degno della 3×09 di Game of Thrones (e chi l’ha vista si è appena messo le mani nei capelli), che riuscirà a stravolgere tutto e a farci fissare imbambolati l’ultima riga del libro per dieci minuti abbondanti.

Ora non ci resta che attendere. Staremo a vedere, purtroppo, tra un anno, quando finalmente “Morning star” concluderà questa stupefacente ed adrenalinica serie.

And Lannister send their regards.

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