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Food blogger: un mondo ambiguo pieno di pubblicità mascherata

L’articolo letto oggi su Il Fatto Alimentare si collega anche a quanto scritto tempo fa sull’attendibilità delle recensioni lette su molti Blog e/o siti dedicati.

Purtroppo correttezza & trasparenza oggigiorno non sono dei valori e va da sè che molti, che siano grandi aziende o blogger, si adeguano senza troppe remore.

D’altro canto ho un bel parlare di Etica & Attendibilità, se poi ci sono blogger che si svendono anche solo per un pranzo gratis, come ho raccontato nel post: Le recensioni di certi Blog non stanno in piedi…

Pecunia non olet … appunto.

Pubblico un paio di passaggi giusto per capire l’argomento, ma consiglio la lettura integrale, cliccando sul link in calce.

Leggi anche:  Richiesta di “marchette”, il vecchio sistema del publiredazionale a pagamento funziona sempre

Negli ultimi anni l’investimento pubblicitario si è progressivamente spostato dalla carta stampata e dalle tv su internet.

 Il problema è che la pubblicità non si palesa sempre con i  tradizionali banner ben riconoscibili, ma viene veicolata sempre di più attraverso pagine gestite o affidate a food blogger, chef, pizzaioli e appassionati di cucina.

La responsabilità dei grandi marchi nel pretendere trasparenza dai food blogger e dai siti che propongono ricette quando presentano prodotti sponsorizzati non ammette deroghe.

Oltre a ciò serve una necessaria azione da parte del Comitato di controllo dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria nei confronti delle imprese e dei siti che non rispettano il codice.

Fonte: Food blogger: un mondo ambiguo pieno di pubblicità mascherata

 

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