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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il libro di Martina ovvero le peggiori traduzioni dei titoli dei libri

© Francesco Mignano

Questa volta non la solita recensione, ma qualcos’altro che mi sta molto a cuore 😁: i titoli dei libri.

Per questo ecco a voi…

LE TRADUZIONI “PIÙPPEGGIORI”

Ovvero come stravolgere il titolo di un romanzo non attenendosi alla traduzione originale.

Cominciamo subito, senza perdere tempo perché la lista è lunga:

– Splintered = “Il mio splendido migliore amico”. Ok che “SPLintered” e “SPLendido” hanno un’assonanza sonora però dai, è un titolo completamente fuorviante, che non darei nemmeno ad un harmony…

-Throne of glass = “Il trono di ghiaccio”. Oh, mio dio. Anche un bambino delle elementari sa che “glass” vuol dire vetro!

-Linger = Deeper. E qui è il peggio. Nel secondo volume della saga dei lupi di Mercy Falls di Maggie Stiefvater

“Linger” è stato modificato nella versione italiana con “Deeper” perché, a detta della casa editrice, i lettori italiani non sanno cosa vuol dire “linger”.

Vorrei informar loro che da un bel po’ di tempo ormai hanno inventato i dizionari e, sì, per i più pigri anche Google Traduttore che, almeno i vocaboli, nella maggioranza dei casi, li traduce correttamente.

L’autrice stessa ha anche dichiarato che l’assonanza tra il termine dei primi due libri della trilogia, come sono stati resi nell’edizione italiana (ovvero “shiver deeper”), ha un significato piuttosto imbarazzante…

-The catcher in the rye. E qui, tagliamo la testa al toro, facciamolo diventare “Il giovane Holden”. A caso proprio.

-1984. Dato che praticamente era impossibile sbagliare a tradurre il titolo, dove sarà mai stato l’errore? Nella traduzione di “Big Brother”; che non è, come la versione italiana riporta, “Grande Fratello”, bensì “Fratello Maggiore”.

-The bronze horseman = Il cavaliere d’inverno. Chi ha letto il libro sa che la figura del “cavaliere di bronzo” è abbastanza determinante all’interno del romanzo e che questo fantomatico “cavaliere d’inverno” non si sa nemmeno chi sia. Forse Alexander. Forse “d’inverno” perché supporta Tatiana & family durante il rigido inverno russo, ma questo avviene per nemmeno un quarto del romanzo.

-Shadowhunters-The infernal devices. Anche qui tagliamo la testa al toro e trasformiamo tutto in “Shadowhunters-Le origini”. Perché abbiamo già cambiato le copertine, prendiamoci la libertà di cambiare anche i titoli.

-Chaos Walking Trilogy- The knife of never letting go, The ask and the answer, Monsters of men.
Che diventano rispettivamente: “Chaos la fuga” (prima ancora, nella precedente edizione, era stato tradotto con “Il buco nel rumore”, che proprio non si poteva sentire), “Chaos il nemico” e “Chaos la guerra”. Io, boh…

-“L’importanza di essere onesto”, che all’alba dei tempi era stato tradotto come “L’importanza di chiamarsi Franco”, che aveva il suo senso comunque; creava un’assonanza tra aggettivo e nome proprio come nell’originale “Earnest/Ernest”. Ora fortunatamente è stato tradotto letteralmente e ne sono felice. “L’importanza di chiamarsi Franco” non si poteva sentire.

-The perks of being a wallflower–>noi siamo infinito. Molto più significativa la precedente traduzione “Ragazzo da parete”.

-Silver lining playbook—>il lato positivo. Questa in realtà va bene, in quanto la tradizione letterale non renderebbe in lingua italiana. “Silver lining playbook” in realtà è un detto che significa proprio vedere il lato positivo delle cose.

-To kill a mockingbird—> il buio oltre la siepe

-Daughter of smoke and bone—>la chimera di Praga e seguiti (Days of blood and starlight-La città di sabbia. Dreams of gods and monsters-Sogni di mostri e divinità). Di traduzione, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, si salva solo l’ultima.

-“The duff-Designed Ugly Fat Friend” —> Quanto ti ho odiato.
Già.

QUANTO. TI. HO. ODIATO.

-Shater me = “Schegge di me”, poi fortunatamente lasciato come in originale nella ristampa.

-Lucien = “Sono nel tuo sogno” (di Isabel Abedi)
Eh?
-Beautiful Creatures = “La sedicesima luna”. Non contenti sono andati ad imputtanarsi anche con i seguiti chiamandoli: “La diciassettesima luna”, “la diciottesima luna” e, perché no?, per concludere in bellezza “la diciannovesima luna”. Quando queste ultime due lune nei libri non vengono MAI nominate.

-Beh anche di tutti gli “Hunger games”, come fedeltà ai titoli originali, si salva solo il primo dell’intera trilogia.

-Tutti i libri della saga “The dark elements” di Jennifer Armentrout (sì, Jen, sto spezzando una lancia a favore di questi tuoi “libri”. Ringraziami.)

Che da “White hot kiss”, “Stone cold touch “ e “Every last breathe” diventano, rispettivamente “Caldo come il fuoco”, “Freddo come la pietra” e “Lieve come un respiro”. Fantasia al potere proprio.

-“L’amico ritrovato” di Ulhman; in quanti sapevano che in realtà il titolo originale era “Reunion”?

-I titoli della saga di Becca Fitzpatrick (spero di averlo scritto giusto):

Hush hush – Il bacio dell’angelo caduto.

Crescendo – Angeli nell’ombra.

Silence – Sulle ali di un angelo.

Finale – L’ultimo angelo.

Che i traduttori ce l’abbiamo in particolare con i libri young adult? Anche se qui, in questa specifica serie, tra i titoli originali e quelli tradotti non so quali siano messi più a caso…
Porca zozza come si fa a chiamare l’ultimo libro di una saga “Finale”???

-Lo que esconde tu nombre.
Non avete capito di quale libro sto parlando vero? Ebbene si tratta nientepopodimeno che di “Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez. Qui mi sa che gli unici ad essersi sniffati i limoni sono stati i traduttori.

-E ora un classico: Game of thrones- “Il trono di spade” e “Il grande inverno”.

Sì, perché noi abbiamo anche diviso i libri originali in due. In madrepatria ne sono stati pubblicati sei e da noi dodici.

Ah, il marketing! Quale scienza affascinante!

A clash of kings – “Il regno dei lupi” e “La regina dei draghi”

A storm of swords (steel and snow)- “La tempesta di spade” e “I fiumi della guerra”.

A storm of swords (blood and gold)- “Il portale delle tenebre” e “Il dominio della regina”.

A feast for crows- “L’ombra della profezia” e “I guerrieri del ghiaccio”.

A dance with dragons- “I fuochi di Valyria” e “La danza dei draghi”.

Due titoli su dodici azzeccati. Maluccio direi, la media è piuttosto bassina…

-Gentlemen and players —> La scuola dei desideri (della cara Joanne Harris)

-13 reasons why —> Tredici.
Che ci ho messo un mese per capire che la serie tv di cui tutti parlano era tratta da QUEL libro.

– A study in scarlet—> Uno studio in rosso.
Cosa vi costava scrivere scarlatto al posto di rosso? Eh? Cosa?

-The wrath and the dawn —> La moglie del califfo. Mi raccomando il seguito chiamatelo “Le mille e una notte 2” che così siamo a posto eh.

-Along came a spider —> Ricorda Maggie Rose (James Patterson). Nell’adattamento cinematografico hanno fatto un lavoro migliore chiamandolo “Nella tela del ragno” o qualcosa del genere.

– “Unite as one” ultimo libro della Lorien Legacies di Pittacus Lore diventa… “Tutti per uno”. Terribilmente infantile. Non so perchè ma ogni volta che sento “Tutti per uno” immagino dei bimbi che fanno il girotondo. Lasciare “Uniti come uno” faceva proprio schifo, eh?

In questa saga in realtà le traduzioni dei titoli sono state abbastanza altalenanti. Eccovele:

I am number four = Sono il numero quattro.
Ok, è giusto. Ci sta.

The power of six = Il potere del numero sei.
Ci siamo. Nulla da dire.

The rise of nine = La vendetta del numero nove.
Ahia. No, no, no….

The fall of five = La sfida del numero cinque.
No! NO!

The revenge of seven = Il ritorno del numero sette.
AAAAAAAAAAAAAAH! NOOOOOO!

Fate of ten = Il destino del numero dieci.
Ok, ok, mi calmo questo va bene, questo va b….

Unite as one = Tutti per uno.
….e questo no.

Concludendo: al posto di stravolgere i titoli originali, comunque studiati e voluti, scelti, dagli autori stessi, non sarebbe meglio lasciarli in lingua originale? Capisco che nella maggior parte dei casi le traduzioni letterali (es. Il lato positivo) perdano di senso e musicalità, ma dare un titolo completamente diverso è a mio parere la scelta peggiore.

In questo caso il discorso del “applicare un adattamento” come in campo cinematografico non è concepibile. Lasciamo piuttosto i titoli originali e, se è possibile, dedicare una pagina all’inizio o alla fine del libro, per “spiegare” il titolo, come nel caso di “The catcher in the rye” e sempre “Il lato positivo”.

Noi lettori non siamo così stupidi (ingenui?) come gli editori credono. 😉

Se conoscete altri titoli stravolti a causa di una pessima traduzione, vi invito a scriverli nei commenti qui sotto 🙂

E ora, per concludere, LA perla delle traduzioni italiane, questa volta in campo cinematografico. Tenetevi forte.
An eternal sunshine of a spotless mind.

Cosa diventa?
Se mi lasci ti cancello.

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