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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Qualche parola sui (mancati) pagamenti negli ultimi anni

Avendo qualche minuto di tempo mi sono dedicato ad una statistica sui pagamenti problematici in azienda e per comodità ho tenuto conto solo degli insoluti delle Riba e non dei ritardi delle rimesse dirette, peraltro riservate a pochi clienti italiani oltre che agli stranieri.

Nel 2012 abbiamo avuto insoluti per € 3058, dallo stesso cliente e conseguente azione legale che in parte ci ha visto vittoriosi, se non fosse che poi il cliente è fallito a cavallo della seconda sentenza, per cui, danno economico a parte, rieccomi nei panni del Cornuto & Mazziato, con la complicità dello Stato.

Leggi:  Un cliente fallisce, non paga quello che mi deve e lo Stato ci aggiunge del suo

Nel 2013 solo 326 € di insoluti, peraltro da un cliente noto che ha saldato a breve.

Nel 2014 si arriva d 8880 €, dei quali 1122 per un misterioso disguido bancario ed altri 7756 da un cliente che già in passato era scivolato sui pagamenti ed una volta che gli è stata ridata fiducia, eccolo qui 😦 ma in ogni caso siamo riusciti a portare a casa il dovuto senza azioni legali.

Ma di questo cliente ne riparleremo…

 

Arriviamo al 2015 e troviamo un totale di 4212 € di insoluti suddivisi fra 5 clienti e con esiti diversi, visto che uno di loro ha parlato di disguido (per 2 volte) salvo poi incappare in un altro “disguido” l’anno scorso; un altro (€ 500) ha risposto alle mail solo quando gli ho detto che sarei andato dal legale e si è impegnato a saldare entro qualche mese, cosa che ha fatto.

Poi c’è stato quello con un reale disguido ed infatti ha saldato subito, poi uno da 2344 € che dopo una battaglia legale vinta, è fallito, 😦 ed infine un cliente trentennale che non ha pagato 400 € imputando il tutto ad un disguido (pagando nel giro di breve) ma scopriremo nel 2016 che la realtà dei fatti è un’altra.

Arriviamo al 2016 ed il totale è di € 7720 e della serie “a volte ritornano” ecco che si ripresenta alla ribalta un cliente del quale avevo già parlato nel 2014.

A suo tempo aveva passato un anno sulla Lista Nera, che nei casi migliori prevede il pagamento anticipato, e passato il periodo di osservazione, alla prima Riba emessa ecco l’insoluto.

Ma allora sei di coccio.

In questo caso ha saldato rapidamente e resta un cliente attivo che però paga (e pagherà) ad avviso merce pronta.

Ben più grave la vicenda legata ad un altro cliente storico che con un insoluto di 6548 € ci ha messi in notevole difficoltà, aggravata dal fatto che hanno eretto un muro di gomma e proseguendo poi con un atteggiamento che ha irritato in prima persona anche il mio Avvocato (che è una donna, ma a lei va bene essere chiamata al maschile.)

Volendo approfondire leggi  > Se un cliente insolvente non capisce di aver perso la fiducia del fornitore…

Nel 2017 si comincia bene ed ecco il cliente trentennale citato nel 2015 che stavolta è scivolato per ben 605 € e, ben più grave, evitando ogni contatto sino a che gli è arrivata la lettera del legale e dopo 2 mesi ne ha pagati 750. Contento lui.

Poi un altro insoluto di € 177 del cliente che, poveretto, è abbonato ai disguidi bancari ed infatti ad ogni Riba equivale un “disguido”. Che poi paga, offendendosi pure per il sollecito.

Ma d’altro canto ho già raccontato a suo tempo dello strano approccio di alcuni (troppi) > Finire sulla “Lista nera” di un’azienda perchè hai osato chiedere di essere pagato? Avanti così, Italia…

 

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12 gennaio 2018 da in Il mondo del lavoro, Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , , , , .
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