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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Guarda o muori

di Karen Sandler

Giunti – Pagg. 416 – € 14,90 > lo vendo* ad € 5,20 + spese spedizione

(*) Disponibile verso il 20 maggio

Trama: Una chiamata anonima nel cuore della notte sveglia Georg Stadler, capo della Omicidi di Düsseldorf. La strana segnalazione lo conduce all’interno di una fabbrica abbandonata, dove Stadler e la sua squadra si trovano di fronte a uno spettacolo sinistro: una pozza di sangue sul pavimento, un rasoio e uno specchio in frantumi lì vicino, ma… nessun cadavere. Solo un misterioso codice tracciato sulla parete con lo spray.

Quando pochi giorni dopo viene ritrovato il corpo di un uomo in una camera di hotel, Stadler si rende subito conto della somiglianza tra le due scene del crimine: entrambe sembrano allestite come il set di un film horror.

Ancora una volta Stadler ha bisogno dei consigli della migliore profiler in circolazione: Liz Montario.

Letto da: Famiglia K

Opinione personale: Questo è il terzo libro della serie, ma per un errore l’ho letto come secondo e pazienza…

Rispetto al primo, Muori con me, l’ho trovato inferiore ed infatti il giudizio personale non raggiunge il Buono del precedente, ma si ferma al Medio.

Si legge bene ed in alcune parti cattura realmente l’attenzione, però ci sono alcune situazioni che mi hanno lasciato perplesso, minando di fatto la credibilità della storia.

Ad esempio vien difficile capire come una profiler come Liz non riesca a “leggere” al meglio Alex Landorf, sino ad arrivare a fidarsi di lui nel momento più delicato della storia.

In seconda battuta, pur senza avere gli elementi che poi racconteranno gli investigatori, avevo annusato chi fosse il colpevole, senza averne capito le ragioni e quindi il colpo di scena, per quel che mi riguarda, non mi ha spiazzato.

Ritengo poi che si sarebbe potuto/dovuto approfondire meglio le motivazioni di Alex Landorf che, per quello che si è letto, ho trovato deboli o, meglio, con una reazione sproporzionata e, in ogni caso, le modalità della sua uscita di scena mi sono sembrate a dir poco frettolose.

Infine l’ulteriore colpo di scena che porta poi all’epilogo della storia, non so…è impossibile spiegarlo senza svelare il finale, cosa che non intendo fare, però mi sarei fermato una cinquantina di pagine prima.

Nota a margine: mi piacerebbe capire come mai dei poliziotti di lingua tedesca sentano il bisogno di usare Shit e Fuck come espressioni di disappunto. Viene spontaneo un #dillointedesco 😉

Al netto delle mie perplessità lo consiglio, tanto più a chi non cerca il pelo nell’uovo, come magari faccio io, tuttavia dato che mi capita di leggere dei bei polizieschi con personaggi e storie che funzionano al meglio, vuol dire che è possibile farlo.

 

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