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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Just kids

«Certi giorni, grigi giorni di pioggia, le strade di Brooklyn meritano una fotografia, ogni finestra é l’obbiettivo di una Leica, la veduta immobile e granulosa. Radunavamo le nostre matite colorate e disegnavamo come ossessi, figli ferali della notte finché, esausti, non ci lasciavamo crollare a letto.

Giacevamo l’uno nelle braccia dell’altra, ancora impacciati ma felici, a scambiarci baci mozzafiato durante il sonno. Il ragazzo che avevo conosciuto era schivo, incapace di esprimersi. Adorava essere guidato, essere preso per mano e varcare la soglia di un altro mondo a cuore aperto.

Era virile e protettivo, anche se femminile e remissivo. Meticoloso nel vestire e nel modo di comportarsi, era anche capace di un disordine terrificante all’interno delle sue opere. O suoi erano mondi solitari e pericolosi, preannunciavano libertà, estasi e liberazione »

«mi sentivo stordita e abbacchiata, ero circondata da canzoni inconcluse e poesie abbandonate. Scrivevo quanto più possibile, ma finivo sempre per cozzare contro un muro, i limiti della mia immaginazione. Poi però incontrai un amico che mi avrebbe confidato il suo segreto. Una cosa piuttosto semplice. Quando ci si scontra con un muro, bisogna sfondarlo a calci » 

 

Testi & foto di Lorena Antonioni

Da un po di anni giravo intorno a questo libro, con la curiosità di una bambina e al tempo stesso la scarsa capacità di soffermarmi. Oggi l’ho finito e mi ha assorbito fino all’ultima pagina.

Ho fatto bene ad attendere fino ad ora. I racconti di Patti e della sua New York, il miraggio difficile ma comunque gioioso e formativo, mi sembrano trovare forma in quelle strade che ho percorso e respirato la scorsa primavera.

Questa è la storia di un legame che va oltre le etichette e il conformismo, è una storia che racconta un amore vero, forse estremo, ma per questo puro e salvifico.

Patti Smith e Robert Mapplethorpe due anime affini, come diceva lui “nessuno vede come noi”, fino alla fine è stato così, nonostante la loro vita avesse preso strade differenti.

Le sue parole hanno disegnato alla perfezione il caos, la creatività e la voglia di vivere d’arte di quegli anni. Un inno a chi ci crede e deve ancora trovare la propria voce

 

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Questa voce è stata pubblicata il 9 ottobre 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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