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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Rispondimi

“Siamo un inno alla precarietà e un invito al male, a compierlo vicendevolmente gli uni sugli altri. Un invito che abbiamo accolto dal primo giorno in cui il mondo è stato creato. L’abbiamo accolto per obbedienza, per passione, per pigrizia, per distrazione.

Ti uccido per vivere. Ti uccido per possedere. Ti uccido per liberarmi di te. Ti uccido perché amo il potere. Ti uccido perché non vali niente. Ti uccido perché Uccidere mi da piacere. Ti uccido perché mi dai fastidio. Ti uccido perché mi ricordi che anch’io posso essere ucciso.

Ogni cosa nel mondo ha il suo opposto. […] ma allora se è davvero così perché è possibile dire TI UCCIDO e non TI RESTITUISCO LA VITA? la vita é nata prima dell’uomo e nessun uomo è in grado, con la sua sola volontà di creare la vita. MUORI, Possiamo gridare, ma non VIVI.

Perché? Cosa si nasconde in questo mistero? Mentre pensavo a queste cose, mi è venuto accanto un cane. Sembrava piuttosto anziano aveva il pelo biancastro a ciocche, il ventre gonfio, lo sguardo coperto da un velo opaco. Con fatica mi si è seduto vicino. “non ho niente da mangiare” gli ho detto. Ma lui è rimasto lì lo stesso.”

 

Testi & foto di Lorena Antonioni

È curioso. Ho terminato questo libro oggi, in viaggio, all’altezza di Orvieto, città dove risiede l’autrice di questo libro: Susanna Tamaro.

L’avevo iniziato per caso, trovandolo fra gli scaffali della casa del mare, e mi aveva preso. Solo alla fine del primo racconto mi ero resa conto che era una raccolta, un insieme di tre storie.

La scrittura è densa, delicata ma diretta e ti catapulta nella vita di questi personaggi, così inquieti, così confusi. Tutti comunque alla ricerca della medesima cosa.

La salvezza, la pace dell’anima, e soprattutto l’amore. Un amore che non è fisico ne carnale, ma spirituale, legato ai ricordi, alle ferite da guarire, agli occhi che non sanno neanche come piangere per il troppo dolore che hanno visto.

Storie forti di persone che nella fragilità continuano a vivere, o meglio a farsi strada nella vita, cercando una via d’uscita, un punto da cui ripartire. Luce.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 ottobre 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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