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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

“L’ho sentito in tv, l’ho letto su internet.”

Ieri mia mamma mi fa: Hai sentito? La UE vuole vietare i cognomi sui citofoni!

Io: E’ una balla.

Lei: Lo ha detto la tv. 

Io: Resta una balla.

Lei: Lo ha detto Giordano. 

Io: Ed infatti su Twitter lo hanno preso in giro per ‘sta cosa…

Lei se ne va borbottando, per cui vado su Lettera 43 e le stampo la spiegazione.

Resta il fatto che il classico “l’ha detto la tv” oggigiorno fa il paio con “l’ho letto su Internet” che tira fuori mio padre ed ogni volta gli faccio notare che la rete è un contenitore dove chiunque butta dentro quello che vuole, per cui non è importante dove lo leggi/senti, ma chi lo dice/scrive.

Tutto inutile, ovviamente, che si fa prima a credere ad una bella bufala, tanto più se supporta le nostre opinioni, piuttosto che credere ad una banale verità.

Ed intanto la disinformazione e l’ignoranza (dei fatti) dilagano.

Scrive Lettera43:

“Nei giorni scorsi è stata fatta circolare, con fonte Italia Oggi, la notizia che l’Unione europea avrebbe vietato di inserire nome e cognome sui campanelli dei condomini, in merito a una non ben precisata legge sulla privacy.

La notizia è stata subito ripresa da Il Giornale online, che ha praticamente fatto un copia e incolla dell’articolo di Italia Oggi.

La notizia è una bufala, non esiste una norma Ue in tal merito.

La notizia partiva dall’Austria dove un uomo aveva insistito con l’amministratore di condominio per eliminare il suo cognome dal campanello.

L’amministratore, dal canto suo, aveva sostenuto che fosse un obbligo avere il cognome visibile.

Il tribunale ha dato ragione all’inquilino che ha tutto il diritto di essere identificato sul campanello anche solo da un numero o una sigla a suo piacere.

L’Unione europea non c’entra assolutamente nulla. Ogni Paese può fare come gli pare. “

2 commenti su ““L’ho sentito in tv, l’ho letto su internet.”

  1. IlPrincipeBrutto
    15 novembre 2018

    Non posso fare a meno di notare che quando si tratta di irrilevanze, come questa, i vari servizi di smascheramento bufale agiscono con precisione e rapidita’. Quando si tratta di enormita’ ben piu’ importanti, non si muove foglia.
    .
    L’altro giorno uno come Padoan era in TV a dire per l’ennesima volta che in caso di uscita, i debiti rimarrebbero in euro. Una affermazione clamorosamente falsa, e facilmente smentibile, che pero’ non ha suscitato alcun reazione da parte dei servizi di cui sopra.
    .
    Il loro servizio di smascheramento delle fake news agisce quindi solo in un ambito all’interno del quale non da’ alcun fastidio, e non incide per nulla sulle dinamiche del Potere. Anzi, ci sono state instanze in cui personaggi anti-bufala hanno aderito a iniziative governative di censura preventiva e a senso unico (non penso di dover fare esempi).
    .
    Il loro ruolo sembra essere simile a quello di trasmissioni come Report, costruite per suscitare indignazione a comando, ma senza alcun risultato pratico (quanta gente e’ finita in galera a seguito delle ‘gravissime’ segnalazioni di quella trasmissione?).
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  2. max Varisco
    16 novembre 2018

    Cacchio! Questa volta avevano fregato anche me! Dopo aver letto questo post, però non posso non ricordare che proprio Mario Giordano ha scritto un libro (“Attenti ai buoni”), in cui dava conto di situazioni come queste! Cmq, grazie, bel lavoro!
    max

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