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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il torto di essere vittime

Il ricavato della vendita di questo libro sarà interamente devoluto all’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus – lorenzoguarnieri.com – che si occupa di prevenzione per la sicurezza stradale e di supporto alle vittime della violenza stradale.

Quando perdi un tuo familiare a seguito di un crimine sei a tua volta vittima. Trovandoti in una condizione di forte debolezza psicologica devi affrontare un percorso che sarebbe difficile per chiunque in condizioni normali e che per te appare impraticabile, aspro, in costante salita.

E, soprattutto nel caso di crimini stradali, sei lasciato spesso solo ad affrontarlo. Ti accorgi di non esistere come vittima per lo Stato italiano.

Qualche passo in avanti è stato fatto grazie ad esempio alla Polizia di Stato e alla Fondazione ANIA con progetti a sostegno alle vittime.

Poco o niente è stato fatto invece dal sistema giustizia. Nel codice di procedura penale la frequenza più alta è quella della parola “giudice” (1033), seguita da “pubblico ministero” (602), “sentenza” (457) e “imputato” (428).

E la parola “vittima” dove si colloca?

Per ultima, nominata una sola volta. Infatti la vittima nel processo penale non esiste. In una società che si reputa civile tutto questo può e deve cambiare.

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