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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il blogger

di Patrick Brosi

Emons – Pagg. 397 – € 16,00 > lo vendo ad € 6,50 + spese spedizione

Trama: Lago Titisee nella Foresta Nera. Un uomo si allontana su una barca a remi e svanisce nel nulla. È il celebre blogger d’inchiesta René Berger che ha denunciato le gravi frodi di un’industria farmaceutica, divulgando informazioni riservate.

Suicidio? Omicidio? Sulle tracce del famoso whistleblower si getta una giovane giornalista, Marie Sommer, alla ricerca di uno scoop.

E mentre gli elicotteri della polizia volteggiano sulla superficie del lago, l’obeso commissario Andreas Nagel continua silenzioso le sue indagini in solitaria.

Nel frattempo nel bosco due balordi fronteggiano grane impreviste, e in Svizzera un tranquillo funzionario di una casa farmaceutica comincia a fare alcune scoperte pericolose…

Un crescendo che toglie il fiato. Un thriller appassionante che tra blog, post e email, corre veloce sulla rete, toccando temi di scottante attualità.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Se canto fuori dal coro, pazienza, d’altro canto se la definisco un’opinione personale ci sarà un perchè. 😉

Mi trovo in disaccordo con la frase “Un crescendo che toglie il fiato” in quanto per quel che mi riguarda questa lettura è stata di una noia mortale; chi mi legge spesso sa che non cerco la tensione ad ogni costo, però questo avrebbe potuto essere un libro ad alta tensione se fosse stato scritto in maniera diversa.

Mi spiego. La lettura procede con un avanti ed indietro nel tempo, per cui si salta di continuo da capitoli che si svolgono in agosto e riguardano Marie ed il blogger ad altri con il commissario Nagel che, in settembre, indaga sulla sparizione del blogger, ma anche di quella di Marie.

Questi continui salti temporali tolgono piuttosto che aggiungere e soprattutto confondono, perchè si intuiscono molte cose, ma non si ha nessuna certezza dei fatti.

Verso il finale ecco un susseguirsi di colpi di scena, che però non riducono la noia della lettura, in quanto a parer mio tolgono credibilità alla storia e in un caso (che non dirò) aggiungono crudeltà inutile.

Questione di gusti, ovviamente, ma più che un buon giallo tedesco, questo alla fine sembra un mediocre thriller (o presunto tale) americano.

Avevo lasciato questo libro in lista per molti mesi in attesa del momento buono per acquistarlo e ricevere in cambio una simile delusione non è piacevole.

Colpa mia che mi ero creato troppe aspettative, tanto più che in genere i gialli tedeschi della Emons mi soddisfano appieno. Andrà meglio con gli altri titoli in arrivo in questi giorni. 😉

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Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni, Libri usati (poco) in vendita con tag , , , , , .
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