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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Le cure domestiche

Robinson racconta la storia di due sorelle ancora bambine, abbandonate sulla soglia di casa della nonna da una mamma decisa a mettere fine alla sua vita gettandosi nel lago alla guida di un’auto.

 

Di loro si prenderà cura dapprima la nonna, solerte, ma poco incline a superflue effusioni, poi, alla sua morte, le sue anziane cognate, infine la zia Sylvie.

È costei la vera protagonista del romanzo, è Sylvie, col suo passato misterioso, la sua vita ribelle e vagabonda, la sua silenziosa e disperata ricerca di una pace interiore , a suo agio nella diffusa penombra della casa, illuminata ora dai raggi del sole, ora dal riverbero ondeggiante dell’acqua del lago.

Ed è il lago, sepolcro tranquillo e inesorabile di tante anime, ultimo rifugio del padre e di Helen, le due assenze costantemente presenti nel romanzo, ad essere, come tanto spesso nella letteratura americana, il simbolo di una fine che precede una resurrezione.

L’acqua, seppure smossa o agitata da un corpo che vi si immerge, riacquista ben presto la sua immobilità. Il vagabondare di Sylvie, la sua eccentricità in una comunità legata alle convenzioni e alle apparenze, sono la causa dell’allontanamento di Lucille da Ruth.

Lucille decide di diventare normale e si applica a questo con feroce determinazione. Ruthy si sente all’opposto proiettata ancora più indietro nella nebbia dell’attesa, della diversità, della randagità anche perchè questa sua diversità viene a un certo punto colta dagli abitanti della cittadina e posta sotto osservazione.

Come sempre succede alle persone strane quando si fa caso a loro, la loro diversità si impenna e si fa insostenibile.

I rapporti umani sono anche essi strani: profondi, intensi, ma fatti di abbracci che non trattengono, di dita che non stringono quasi fossero alghe e non mani, qualcosa che sfiora ma non chiude.

Perciò, l’affetto è sempre mescolato alla nostalgia, al senso di perdita, al senso di provvisorietà e di attesa riproponendo ogni volta quell’attesa unita al timore che sempre in ogni momento potrà esserci il nuovo distacco.

Da leggere.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 5 marzo 2019 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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