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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La forma minima della felicità

Testi & foto di Mikychica.lettrice 

Luce è una giovane donna, disoccupata. La sua casa è il luogo dove può isolarsi completamente, con la sua inesistenza, il suo malessere, la sua fobia sociale. Passa le giornate sul divano, attende il trascorrere delle ore mangiando fette biscottate e guardando alla tv il canale 32 .

Una donna depressa e trascurata, osserva spesso una macchia di muffa sul muro a forma di Africa . Un fratello, una madre, una nipote, nonostante gli affetti che la circondano non la staccheranno dalla sua vegetale solitudine.

Sua nipote Viola, lei la chiama bambina, viola chiusa in un mutismo volontario, a causa dei suoi genitori separati, ha scelto di non parlare più . Nel silenzio incontrerà zia Luce. Bambina comunica con i post-it colorati con i quali Luce coprirà la macchia di muffa.

Quante forme minime in questo romanzo: l’incapacità del vivere, quella di percepirsi, quella di amare ed essere amati. L’unico contatto con il mondo esterno è il canale 32 con il quale comunica per telefono, così Luce si sforza di frequentare la vita.

L’unione di Luce e Viola creerà presupposti per una nuova possibilità? Ci sarà un ritorno all’amore?

Una storia dolorosa, raccontata con un linguaggio ironico.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2019 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , .
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