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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Io non sono un albero

Iran, fine degli anni ’70. I genitori di Maryam sono giovani, innamorati del loro paese, comunisti e coraggiosi.

Ma tutto questo non serve a nulla: l’Iran sta sprofondando verso l’instaurazione di uno dei regimi più oscurantisti dell’epoca moderna, e loro sono costretti a fuggire.

Quando, a sei anni, riesce a raggiungere il padre in esilio a Parigi, Maryam non può portare nulla con sé. Anzi, viene costretta a donare tutti i giochi ai bambini di Teheran.

Tranne la sua bambola, che seppellisce sotto un albero, promettendole di tornare a prenderla. Approdata in Francia, Maryam sente che il solo modo di sopravvivere è cancellare la memoria del persiano, che lì nessuno conosce.

Solo quando sarà molto più grande questo rifiuto si ribalterà nella meravigliosa riscoperta di una lingua piena di poesia.

Leggi anche: Chi dopo titubanze e ripensamenti, viaggia in Iran poi ci ritorna sempre

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Questa voce è stata pubblicata il 9 agosto 2019 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .
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