Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Compri il prodotto “Made in Italy”, poi a casa trovi un’altra etichetta…

Sabato mia mamma ha comprato alcune cuffie per doccia della ditta Giorgio Janeke S.r.l. con in evidenza la dicitura Made in Italy

Anche sul sito dell’azienda ho trovato una presentazione che non lascia adito a dubbi:

Abbiamo messo al centro della nostra mission artigianalità e creatività, proponendo i nostri prodotti made in Italy, rigorosamente fatti a mano, puntando sul alto design e su materiali di qualità sempre più elevata.

Tuttavia una volta arrivata a casa, girando la bustina di plastica mia mamma ho trovato un’etichetta adesiva che smentisce quanto impresso sulla busta, in quanto il prodotto è “Importato”.

Come spiegato dalla sentenza citata in calce, questa è una falsa indicazione, che ritengo sia punita dalla legge.

“La Corte di Cassazione III sez. penale, nella pronuncia n. 3893/2017 sottolinea il principio in base al quale “costituisce falsa indicazione la stampigliatura “made in Italy” su prodotti e merci non originari dall’Italia ai sensi della normativa Europea sull’origine; costituisce fallace indicazione, anche qualora sia indicata l’origine e la provenienza estera dei prodotti o delle merci, l’uso di segni, figure, o quant’altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana incluso l’uso fallace o fuorviante di marchi aziendali ai sensi della disciplina sulle pratiche commerciali ingannevoli”.

 

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 settembre 2019 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: