Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

I mondiali di calcio in Qatar e la coerenza ambientale della UE

Mi scrive l’Amico Miro:

Voglio segnalarti questo articolo del Post dedicato ai Mondiali di atletica in corso, dal quale estrapolo un passaggio, giusto per capire di che si parla:

“In questi giorni nel vicino Qatar si stanno disputando Mondiali di atletica leggera, una sorta di prova generale per gli organizzatori [del Mondiale di calcio]. Ma non sta andando bene, come ampiamente previsto.

L’atletica leggera è una delle manifestazioni sportive che più vengono influenzate dalle condizioni climatiche. Le gare infatti si disputano all’aperto  e per questo, di norma, i Mondiali vengono organizzati ad agosto nei paesi con un clima temperato.

I problemi per gli atleti in Qatar si sono verificati già al primo giorno, nella maratona femminile, dove 28 partecipanti su 68 si sono ritirate prima della fine e almeno due sono finite in ospedale.

Questo a causa dei circa 30 gradi centigradi e di un tasso di umidità del 70 per cento, nonostante la gara sia stata fatta cominciare a mezzanotte.”

Come forse saprai i prossimi mondiali di calcio saranno in Qatar, nel frattempo in codesto ridente paese si stanno disputando quelli di atletica, con esiti disastrosi.

L’articolo parla di questo, del caldo terribile e dello scarso interesse del pubblico, ma non è questa la parte che ci interessa.

La vera chicca è alla fine, quando salta fuori che gli stadi sono aperti, ma climatizzati.

Cioè con tutti i discorsi che si fanno CIO e FIFA permettono che manifestazioni (sportive, attenzione!) di importanza mondiale vengano tenute in strutture che una volta in funzione avranno l’impatto ambientale di qualche 747.

Ma qualcuno di questi capoccioni ha l’idea di quanto consumi un affare che climatizza un stadio all’aperto con 40° di temperatura ambiente?

E noi qui che ci trastulliamo con Euro 4, Euro 5 ed energie rinnovabili….

Beninteso, loro a casa loro facciano quello che gli pare, ma noi Europei se seguiamo una certa politica ambientale poi non dovremmo portare lo sport che conta in ecomostri del genere…o sbaglio?

Nota di Paoblog:

Restando sul tema della coerenza ambientale della UE, interessante leggere l’articolo di Rinnovabili: “Trasporto marittimo, più inquina e più guadagna” nel quale si fa notare che “Nonostante gli impegni presi con l’accordo di Parigi, il trasporto via mare rappresenta l’unico settore non ancora soggetto a misure obbligatorie di riduzione della CO2 in Europa”

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: