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Un libro: I monologhi della vagina

Testi & foto di Mikychica.lettrice

“Le vagine sono circondate da tanta oscurità e segretezza… come il triangolo delle Bermuda”.

È questo che preoccupa: le donne non si occupano delle loro vagine, nemmeno le guardano, perché non hanno tempo.  Sono passati 22 anni da quando Eve Ensler debuttò in teatro con questo testo.

A venti anni dalla prima edizione del libro, se ne sente ancora la necessità, non ci si deve dimenticare che lo stesso testo è diventato il manifesto di un movimento contro la violenza sulle donne che al momento sembra in crescita, di fronte a un’incapacità sempre maggiore degli uomini di gestire un rapporto, sia in embrione che ormai consolidato o finito.

Attualmente i monologhi sono rappresentati in tutto il mondo, anche nel nostro Paese, dove vengono utilizzati nel rispetto del “V-Day”, il giorno di San Valentino, per raccogliere fondi per qualche attività o associazione sempre legata alle donne.

Intanto, dobbiamo continuare a imparare, tutte le donne per prime, a utilizzare la corretta terminologia per tutto quello che riguarda il nostro corpo, soprattutto da un punto di vista sessuale.

Così come per le mestruazioni, anche la parola “vagina” ci è risultata sempre ostica, impronunciabile, quasi un suono a noi estraneo, grazie a quel “vizio di forma” per cui era “meglio tacere”

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Questa voce è stata pubblicata il 13 ottobre 2019 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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