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Auto elettrica & ZTL: Comune che vai, regolamento che trovi e tanti saluti al buonsenso…

Il fatto che non vi siano regole uguali per tutti in questa italietta, non solo a livello nazionale, ma anche regionale se non comunale, è storia nota.

Che siano auto elettriche, ibride oppure la raccolta differenziata (vedi i colori dei contenitori) l’importante è fare confusione ed essere poi incapaci di gestirla perlomeno con il buonsenso, come mostra l’esempio della multa bolognese.

Leggo su Vaielettrico:

Anche a Bologna l’auto elettrica non registrata (un turista? Un residente in altra provincia? Il dipendente con auto di una flotta aziendale?) si becca una multa in automatico varcando gli accessi videosorvegliati della Ztl.

Il proprietario può però farsela cancellare, recandosi di persona negli uffici della Polizia Municipale. Lì deve dimostrare, documenti alla mano, che a quella targa corrisponde un EV.

E’ un dato che si evince dal libretto di circolazione, ma è custodito anche nel database della Motorizzazione Civile.

Lo stesso database che la Polizia Municipale deve comunque interpellare per risalire all’indirizzo del proprietario a cui spedire la contravvenzione.

Non basterebbe abbinare le due informazioni?

Bisognerebbe far pagare i danni al cittadino direttamente all’assessore di riferimento, così forse si darebbero una mossa.

Vedi quanto raccontato su Il Giorno, ben riassunto da questo commento:

“L’amministrazione ha preferito resistere in giudizio anziché annullare la multa in autotutela e ha preso una condanna che alla fine ricade sulla collettività”, spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, associazione che ha assistito l’automobilista.”

 

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